Chiesa dal volto amazzonico
In occasione del Sinodo sull’Amazzonia, si sente parlare di chiesa indigena, che abbia un volto amazzonico. Che cosa si intende con questa espressione?
Sara, Trento
Non è facile rispondere. Sono andato a leggere qualche documento, tra cui il dossier di “Missione Oggi” che consiglio (n. 4, luglio-agosto 2019). Il Sinodo, fortemente voluto da papa Francesco, ci farà ascoltare il grido dei popoli e della terra. Speriamo che faccia nascere una chiesa indigena dal volto amazzonico, cioè una chiesa partecipativa, accogliente, dialogica, che incarni il vangelo utilizzando liturgia, riti, lingua, immagini (musica, danze, pitture, simboli, testi) tipici di quell’ambiente e cultura. Tutto dovrà avere uno stile indigeno, soprattutto l’organizzazione comunitaria, centrata sulla persona, sulla comunione, sull’ascolto di tutti, come spesso avviene tra i popoli indigeni. Lì, persino l’autorità è soggetta a una rotazione. Una comunità ministeriale, che responsabilizzi di più i laici e le donne (in America latina hanno un ruolo centrale). Sull’esempio dei primi cristiani che crearono il diaconato (At 6) occorrerà inventare nuovi (e differenziati, a seconda di ogni realtà) servizi e ministeri, anche laicali e femminili. E questi dovranno essere ripensati a partire dalla comunità. In tal modo, ci si preoccuperà meno del ministro e più di chi lo riceve.
L’Instrumentum Laboris del Sinodo, “Amazzonia, nuovi cammini per la chiesa e per una ecologia integrale”, è il risultato del lavoro portato avanti da almeno 80mila persone, tra gruppi, comunità, diocesi, parrocchie, insieme ai popoli indigeni. Scorrendo l’indice si ha un’idea del cammino svolto finora dalla Chiesa latino-americana: chiesa dal volto amazzonico e missionario; sfide dell’inculturazione e dell’interculturalità; la celebrazione, una liturgia inculturata; l’organizzazione delle comunità; l’evangelizzazione nelle città; dialogo ecumenico e religioso; missione nei mezzi di comunicazione; il ruolo profetico della chiesa e la promozione umana integrale.
Ci auguriamo che questa ricchezza porti grande apertura missionaria non solo alla chiesa latino-americana, ma anche a quella europea e universale. Nel mondo è tutto collegato, dice Francesco, e il Sinodo è un evento veramente importante per la chiesa intera. Ci riguarda da vicino. Da lì infatti “si gioca la partita del presente e il futuro dello sviluppo umano. Perché ciò che accade in Amazzonia è il modello della cultura imperante del consumo e dello scarto che trasforma il pianeta in una grande discarica (…). Ascoltare il ‘grido di schiavitù’ che sale da questa immensa regione depredata e violentata non può quindi che essere di vitale importanza anche per la chiesa universale, chiamata con urgenza a interrogarsi, a intraprendere nuovi cammini di evangelizzazione e a promuovere una ecologia integrale” (Stefania Falasca, Avvenire, 9 giugno 2019).







