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Chi difende i più deboli? Con i giovani... per la giustizia

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Nell'immensa Amazzonia brasiliana, sono spesso in viaggio per visitare le parrocchie e soprattutto i gruppi di adolescenti e giovani. Cerco di accompagnare coloro che si mostrano interessati alla vocazione missionaria, andando personalmente nelle loro famiglie.

Per fare questo ci vuole tempo e disponibilità, affrontando viaggi lunghi e costosi. Ma vedo che le persone sono contente quando entro nelle loro case. Ci sono giovani che fanno più di 200 chilometri per partecipare agli incontri. Qualcuno viene anche da più lontano, dal Maranhão (un'altra regione del Brasile), a 500 chilometri di distanza.

Vivere con tre euro

Voglio raccontarvi quello che mi è successo un giorno, lo scorso agosto, visitando una famiglia di Tomé-açu, una cittadina a 200 chilometri dalla nostra comunità di Ananindeua. Ero andato a trovare alcuni giovani in un quartiere di periferia. Uno di loro faceva il commesso in un supermercato. Mi diceva che consegnava alimenti (soprattutto polli) nelle case, usando la bicicletta. Tutti i giorni, mattino e pomeriggio, con il caldo torrido, su e giù per le salite e le discese... Guadagnava 10 reais alla settimana, l'equivalente di 3 euro!

La mamma del giovane era soddisfatta perché almeno suo figlio passava bene il tempo libero e alla fine della settimana aveva in mano i suoi 10 reais, con i quali poteva comprarsi qualcosa. Questo è solo un piccolo esempio, ma la dice lunga sulla situazione in cui vive ancora la gente. Le persone povere neanche possono far valere i propri diritti o rivendicare un salario migliore: perderebbero immediatamente il posto in favore di altri!

La chiesa sotto minaccia

In questi ultimi dieci anni nella regione del Pará, più di 800 persone sono state uccise perché difendevano i propri diritti e la propria terra. Nessun mandante è stato condannato, perché è facile comprare i giudici e farsi assolvere. La giustizia si vende pure lei ai più forti e potenti. Chi difende i deboli?

Una delle poche voci è ancora quella della chiesa, che si prende a cuore la loro causa, spesso pagando cara questa scelta coraggiosa. Tre vescovi del Pará sono minacciati di morte, perché denunciano crimini dilaganti come la prostituzione infantile, la violenza dei fazendeiros che rubano la terra ammazzando i piccoli proprietari che non se ne vanno, i grandi progetti delle multinazionali che vogliono costruire dighe allagando territori dove ci sono paesi, famiglie, gruppi di indio...

Mons. Erwin Krautler, uno dei vescovi nel mirino, afferma: "Chi difende la povera gente, chi esprime un'opinione contraria ai grandi progetti agro-industriali è perseguitato ed eliminato". Infatti, molti hanno paura di dire ciò che pensano, e ancor più di organizzarsi in un movimento di solidarietà. Chi è povero è come un animale: non ha nessuno che lo difenda e non può neanche permettersi di dire la sua.

Le risorse non sono infinite

L'Amazzonia ha un ruolo strategico per il futuro della terra e dell'umanità. Le popolazioni che da millenni abitano questa regione ci insegnano a rispettare la natura e criticano l'attuale modello di sviluppo, che distrugge le risorse e mette in grave pericolo il benessere del pianeta. Non possiamo permetterci di distruggere ciò che è stato creato per tutte le generazioni: le risorse non sono infinite.

La natura può vivere senza l'uomo, ma l'uomo senza la natura muore. Solo se amiamo la "madre terra", questa continuerà a prendersi cura di noi. Dobbiamo lavorare con tutti coloro che si impegnano per migliorare questo mondo, perché non finisca con la nostra generazione.

Ricordiamoci nella preghiera vicendevole. Ne abbiamo bisogno, per portare avanti la nostra missione con l'aiuto del Signore e trasformare questo mondo, creando nuovi rapporti di fratellanza, a cominciare da dove viviamo.



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