Casa per tutti, residenti e di passaggio
Dopo 24 anni spesi in Italia al Centro Saveriano di Animazione Missionaria di Brescia, impegnato con il mensile “Missionari Saveriani” e nelle varie Campagne Internazionali, mi è stato concesso di tornare in Bangladesh, dove avevo trascorso 21 anni (dal 1972 al 1993) nella missione agricola di Bhoborpara, al confine con l’India, e soprattutto nella formazione di catechisti, maestri e leader sociali al Centro Nazionale di Jashore.
Tornato in Bangladesh, mi è stato proposto di raggiungere Khulna, la terza metropoli del Paese, e prendermi cura della “Domus”, la casa dei saveriani in Bangladesh. Qui si svolgono gli incontri comunitari, le assemblee, i ritiri spirituali, i raduni del Consiglio regionale. Qui arrivano i confratelli per riposare e rifocillarsi; alcuni vengono regolarmente, ogni settimana, altri meno. Qui sono accolti anche gli ospiti che vengono a trovarci.
Oltre al sottoscritto, attualmente in Italia, in attesa di avere un nuovo Visto per tornare in Bangladesh, alla Domus risiedono stabilmente alcuni confratelli. Collaboriamo con la diocesi, le parrocchie e le comunità religiose nelle varie attività pastorali, liturgiche e spirituali, e ognuno ha incarichi ben definiti. Ad esempio, p. Mimmo Pietanza, pugliese, si occupa del dialogo interreligioso; p. Carlos Gonzalez, messicano, collabora con l'Ospedale “Saint Mary”, dove a turno per vari mesi l'anno operano i medici volontari italiani; p. Juan José, messicano, dirige tre ostelli per giovani studenti presso le facoltà universitarie. Anche il Superiore Regionale, p. Pierluigi Lupi, sosta alla Domus quando viene a Khulna.
Infine, c'è p. Livio Salvetti, bergamasco, il più anziano della troupe, assistito da confratelli e personale paramedico. Ha vuoti di memoria, ma reagisce molto bene a battute che lo riguardano. Sostiene che il più bel mese dell’anno sia febbraio, quando è nato lui. In camera ha una grande collezione di musica classica, che ama ascoltare insieme a don Renato Rosso, “il prete degli Zingari”, che ha chiesto ospitalità mentre cerca di curarsi dai vari scompensi che lo affliggono. Tra i tanti ragazzi poveri e orfani che p. Livio ha aiutato a crescere e studiare, alcuni vengono a trovarlo e ad esprimergli riconoscenza.
In questi giorni, abbiamo gustato i "lici" del nostro albero, un frutto a grappolo simile alle nostre ciliegie. Quest'anno siamo riusciti a portarli a maturazione grazie a una rete che avvolgeva tutto l'albero per tenere fuori uccelli, scoiattoli e soprattutto i golosissimi "bador" (pipistrelli giganti). Nonostante tutto, i volatili notturni sono riusciti a penetrare, ma all'alba si sono presi qualche bella bastonata in testa e spero che abbiano imparato la lezione… Purtroppo, qualche giorno dopo, un ciclone fuori stagione ha fatto cadere a terra tantissimi "am" (mango); li mangeremo bolliti come le mele cotte o trasformati in "jam" (marmellata).







