Carisma è missione: La comunione di Pentecoste
Per le nostre comunità la Pentecoste è un giorno speciale. Non solo si celebra, si vive, si è coinvolti nel vortice dello Spirito che rinnova il miracolo della sua venuta nella comunità cristiana. Viviamo questo giorno in un palazzetto dello sport preso in affitto. Al mattino presto i giovani della cresima si riuniscono per un ritiro fino a mezzogiorno: silenzio, preghiera, canti. È Pentecoste: "Tutti erano perseveranti e concordi nella preghiera".
A pranzo condividono ciò che ciascuno ha portato. È Pentecoste: "Nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune". Dopo il pasto comune, preparano l'ambiante per la celebrazione e accolgono i gruppi che arrivano. Le tredici comunità si organizzano ciascuna a modo suo: corriere piccole e grandi, macchine che fanno la spola, biciclette e soprattutto... il classico cavallo di san Francesco.
Lo stadio è gremito. Mi incanto a guardare: dal vestito vedo tutte le classi sociali; comunque tutti sono vestiti a festa, anche i moltissimi poveri. È Pentecoste: "Nessuno fra loro era bisognoso".
Dal colore della pelle vedo la presenza dell'intero pianeta: bianchi, neri, asiatici, indio... È Pentecoste: "Si trovavano allora in Gerusalemme giudei di ogni nazione che è sotto il cielo". Senza nessuna distinzione, senza muri di separazione. "Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù (Gal 3,28).
Non è solo uno spettacolo bello a vedersi. So che alcune comunità stanno aiutando altre comunità più bisognose. Ho visto che le sedie di una comunità sono state date in prestito a un'altra che non ne aveva... È Pentecoste: "Veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno".
Penso poi ai nomi delle famiglie e ricordo De Gaspari e Castelli, Pellizzon e Trevisan (bisnonni italiani); Souza e Morales (famiglie portoghesi); Nahas e Curi (di origine araba); Jeukem (venuti dall'Olanda)... È Pentecoste: davvero qui è presente ogni nazione che è sotto il cielo.
Grazie a Dio, qui in Brasile non vi è mai stata alcuna politica di respingimento. Accoglienza e integrazione nelle nostre comunità diventano fraternità e comunione. Comincia qui la missione: nella comunione e dalla comunione!
Abbiamo terminato l'incontro con un gesto significativo: dal cero pasquale tutti hanno acceso la propria candela. Allora il cero è stato spento, come vuole la liturgia. Ma la luce è nella mani di tutti, perché la portino lungo le strade a illuminare il mondo. È Pentecoste: "Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura... Allora essi partirono e predicarono dappertutto".








