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Carisma è missione: Ascoltare per convertirsi

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Convertirsi! Sì, il missionario legge, medita e prega la Parola anzitutto per convertirsi. Leggo nelle Costituzioni dei missionari saveriani: "Sentiamo necessità di ascoltare, meditare e pregare la Parola ogni giorno, sia personalmente che comunitariamente, per convertirci alla maniera di pensare e di agire di Dio". Questo è il primo obiettivo.

Ogni giorno meditiamo la Parola, anzitutto per convertire noi stessi. Infatti, "l'esperienza delle nostre quotidiane infedeltà all'amore di Dio, rende necessario l'atteggiamento della conversione continua".

Convertirsi ogni giorno, perché la meta è sempre un passo oltre: "Siate perfetti, siate misericordiosi come il Padre vostro!".

Ogni cristiano è missionario. Ogni battezzato deve camminare ogni giorno verso quell'oltre irraggiungibile, da perseguire con un itinerario di continua conversione. Il battezzato entra nella dinamica pasquale di morte al peccato e di vita verso uno stile ogni giorno più evangelico. Bell'avventura questa di camminare scoprendo a ogni passo panorami nuovi, scene di bellezza incomparabile; come camminare su un sentiero di montagna: a ogni passo un nuovo spettacolo, una meraviglia!

Convertirsi è tipico della spiritualità del missionario, chiamato a uscire dalla sua terra e cultura. Penso a Pietro che rifiuta di mangiare ciò che Dio ha purificato e si ferma perplesso sulla soglia di casa del pagano Cornelio: è fatica entrare nello spazio dei peccatori. Così pensava.

Pietro deve cambiare rotta, convertirsi. Cornelio era "timorato di Dio, faceva molte elemosine e pregava sempre" (Atti 10,2). Aveva diritto di sapere che pregava Dio Padre; e Pietro aveva il dovere di annunciargli il Figlio Gesù, venuto a togliere il peccato del mondo. Una volta convertito, Pietro deve aiutare la comunità a convertirsi.

Anche la comunità cristiana è tentata di dividere il mondo fra buoni e cattivi, di tracciare uno steccato fra il bene e il male. Ma proprio nel cuore di chi innalza queste barriere si annida l'impero del male: "Se diciamo di essere senza peccato inganniamo noi stessi, facciamo di Lui un bugiardo e la sua Parola non è in noi" (1Gv 1,8.10).

Il missionario Gesù, dopo trent'anni di nascondimento e silenzio, si mescola tra le file dei peccatori chiedendo a Giovanni Battista il battesimo di penitenza. Non è solo umiltà; è un progetto di vita; è disponibilità piena ad accogliere l'altro, che è sempre immagine di Dio; è amore al fratello, anche al fratello che è caduto in errore.

Il pensiero di Dio è accoglienza e misericordia, pazienza e bontà, amore e dono gratuito.

Proprio per questo il saveriano (e ogni discepolo-missionario) sente la necessità di ascoltare, meditare e pregare la Parola: "per convertirsi alla maniera di pensare e di agire di Dio".



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