C’è un buco sul muro in paradiso
Padre Uccelli ci trovava gusto a raccontare ai ragazzi questa storia.
Un giorno il Padreterno passeggiando per il paradiso, arrivò fino alle mura, dove san Giuseppe aveva impiantato una botteguccia da falegname, perché senza far niente non ci poteva stare. Il Padreterno fece quattro chiacchiere con lui, poi tornò indietro. Strada facendo, incontrava gente beata e felice, incantata a guardarlo. Ma trovò anche facce poco rassicuranti che si voltavano dall’altra parte. Allora si recò in portineria da san Pietro per domandargli che gente facesse entrare...
Pietro fu pronto a scusarsi: “Signore, domandalo a Giuseppe; è lui che li fa passare! Dietro la bottega, ha fatto un buco sulle mura e fa entrare bricconi, contadini, falegnami, operai…; poi quelli che portano il suo nome, i suoi devoti… anche ubriaconi!”.
Il Padreterno tornò da Giuseppe che sudava a piallare un’asse lunga… “Senti un po’: chi ti ha detto di far entrare tutte quelle facce da galera?". “Signore, disse Giuseppe rosso come un papavero, bisogna avere misericordia! Sono lavoratori, hanno faticato sulla terra…". “Ah, è cosi? Allora, visto che vuoi fare da padrone, fa’ i fagotti e fuori subito di qua”.
Giuseppe non si scompose. Mise giù la pialla e asciugandosi il sudore, rispose: “Va bene. Ma posso portar via ciò che è mio, vero?". Il Padreterno, pensando si riferisse ai panni e ai quattro ferri, concesse: “Sì, sì, portati via ciò che è tuo, ma fuori subito!". Giuseppe ringraziò e fece il conto: “Dunque… vado a chiamare la Madonna e Gesù”.
“Ma come? Che pretese sono queste?”. “E sì, Signore, Maria è mia sposa, Gesù è nostro figlio!”.
Il Padreterno restò muto, ma san Giuseppe continuò senza paura, ringalluzzito: “La Madonna poi ha la sua dote, e quella non la possiamo lasciar qui”. “Di quale dote stai parlando?", domandò il Padreterno. E Giuseppe, a memoria: “Regina angelorum… Regina apostolorum… Regina martyrum… Regina virginum…".
Il Padreterno fu disarmato: gli andava via tutto il paradiso e restava solo.
Gli disse: “Ho capito! Sta’ pure dove sei, lavora e… fa’ quel che ti pare e piace!”. (Gioia di fare il bene, p. 83-85).








