Burundi, i segnali di speranza a cui aggrapparsi
Poco prima di andare online ci è giunta la notizia della morte improvvisa di p. Modesto. Regolarmente, ci mandava le sue lettere con racconti missionari e aggiornamenti sulla situazione in Burundi. Questa è una delle ultime arrivate. Ci rimangono eterna gratitudine e nostalgia.
Il Burundi continua ad andare avanti, anche se il carburante c’è un po’ sì e un po’ no. I prezzi dei viaggi e dei prodotti sono quadruplicati. Il franco burundese ha perso molto del suo valore. Fra qualche mese ci saranno le elezioni che, data la situazione, potrebbero portare a sorprese. Ci auguriamo non ci siano lotte interne. Speriamo e preghiamo.
La gente che frequenta le nostre chiese prosegue con coraggio. Tutti vestono bene ed elegantemente, non si vedono più persone scalze. I bambini sono sempre ben curati e numerosi. Non mancano certo i più poveri e all’interno del Paese sono in numero maggiore rispetto ad una città come Bujumbura. Un giorno, passando a confessare e a portare l’Eucaristia agli ammalati con un giovane del gruppo degli “amici degli ammalati”, mi sentivo come uno straniero, “muzungu=bianco”, sconosciuto. Ero vicino al mercato quando, con sorpresa, da un po’ lontano alcune donne mi chiamano per nome. Il Signore ha voluto farmi capire che non ero straniero. Poco dopo, alla porta di una bella casa, c’era un’anziana signora su una sedia di plastica. Ci siamo fermati per salutarla e chiacchierare con lei. Ci dice che aveva cercato un prete, senza riuscirci, per confessarsi. Ed era riconoscente per quella sorpresa...
In questo quartiere ci sono anche 12 casette con due stanze, costruite 20 anni fa da p. Bepi De Cillia per anziani poveri. Ne trovo solo 4 occupate e ancora abitabili. Nel pomeriggio in un altro quartiere, la pioggia comincia a cadere, ben desiderata. Una nonna anziana e un’altra ammalata vicina ci accolgono con gioia. Abbiamo celebrato i sacramenti e detto il rosario, in attesa che la pioggia cessasse. L’ultimo incontro è stato in una famiglia dove i due nonni ormai anziani, felici di vederci, hanno chiamato tutti i figli e i nipoti per accogliere Gesù; volevano ringraziarli del bene che avevano per loro. In tutto eravamo 15. Credo che il Signore si sia trovato a suo agio.
C’è una grande notizia per noi Saveriani! Abbiamo avviato il Noviziato, punto di riferimento per tutto il continente africano dove siamo presenti: Burundi, Congo RD, Camerun, Sierra Leone, Mozambico e Marocco. I novizi sono 33 e i pre-novizi 25, tutti qui nella capitale economica Bujumbura con 4 padri formatori. A Mumuri Gitega, dove avevamo 50 anni fa una parrocchia, siamo riusciti ad acquistare un terreno nuovo ed ampio. Qui sarà ospitata la cosiddetta Propedeutica: accoglie 13 giovani che, dopo aver raggiunto la maturità scolastica, iniziano il cammino vocazionale. I padri formatori sono quattro.
I missionari italiani in Burundi, invece, sono solo cinque. P. Luigi Vitella, 90 anni, è assistito giorno e notte; p. Bruno Ghiotto, 89 anni, è in cura in Italia ma speriamo possa tornare presto. Poi ci sono io, 86 primavere, con p. Giovanni Carrara (80) e p. Mario Pulcini (75) ancora al lavoro. Sono otto gli altri Saveriani originari del Congo e dell’Indonesia.
Dopo la beatificazione dei Saveriani ad Uvira, proprio al confine tra il grande Congo e il piccolo Burundi, ci siamo chiesti se riusciremo ad avere la beatificazione dei nostri martiri: p. Ottorino Maule, p. Aldo Marchiol, Catina Gubert, don Michel Kayota e i 40 giovani seminaristi uccisi al seminario minore di Buta. Il Covid ha portato in cielo p. Camera che aveva seguito la loro causa. Ora p. Faustino Turco ha ripreso il lavoro. Restiamo uniti nell’impegno per la Pace. Il Signore continui a darvi la gioia di fare il bene. Buon Natale e Felice 2025 di speranza!







