Skip to main content
Condividi su

Al tramonto del 31 dicembre, quando la maggior parte della gente si preparava a trascorrere in famiglia o con gli amici l'arrivo del 2008, uno sparuto gruppo di persone, imbacuccate, si avvicinava alla bella chiesa dell'architetto Botta in quel di Seriate. Cosa sono andate a fare in chiesa? Un'ora di preghiera ecumenica per la pace. È il modo scelto da loro per radunarsi come fratelli attorno a Gesù, la vera pace, e vivere un San Silvestro diverso.

Sottovoce, senza slogan

Così è cominciata la 40.ma marcia della pace, che da quattro decenni caratterizza la notte del 31 dicembre in questo angolo della bergamasca. Quest'anno i partecipanti erano tremila, tutti con l'intenzione di dire, senza gridare, che la pace nasce da Cristo e può albergare nel cuore di ogni credente che è disposto a essere costruttore di pace. Infatti, la pace resta solo quando la si costruisce.

Da tanti anni non marciavo più, dopo l'euforia degli anni '70, quando si marciava contro tutto e contro tutti. Dopo una lunga pausa, come missionario in Colombia, eccomi di nuovo in prima fila, stavolta per percorrere un pezzo di strada con fratelli e sorelle, senza gridare contro nessuno, ma riflettendo su quello che posso e desidero fare per conservare e donare pace. Quanta differenza da allora! Oggi si cammina in un clima di serenità, il parlottio quasi sotto voce, ognuno cercando di entrare con rispetto nell'esperienza di chi ci sta accanto e non si conosce.

Speranza che si fa certezza

Durante una pausa del cammino nella chiesa di sant'Anna a Bergamo, abbiamo ascoltato la voce di una teologa musulmana e di una scrittrice ebrea. Erano voci diverse per cultura e religione, ma come noi che marciavamo, anch'esse manifestavano che la pace nasce dal cuore di ognuno, dallo sguardo verso gli altri. E gli altri erano coloro che si fermavano a guardarci, o ci salutavano dalle vetrate dei ristoranti della città alta, senza capire il perché di tanta gente che cammina: giovani, anziani, gente di ogni età.

Ma la cosa più significativa, almeno per me, è stato vedere famiglie intere con i papà che portavano sulle spalle i loro piccoli e le mamme che tenevano per mano i più grandicelli. Questo davvero mi ha riempito il cuore di gioia e di vera speranza.

È vero che la famiglia è in crisi a livello educativo, ma finché ci sono famiglie al completo che la notte di capodanno fanno una marcia per la pace, pregano, ascoltano e camminano insieme..., allora la pace ha ancora una speranza di diventare realtà.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2049.19 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Febbraio 2009
La testimonianza di una giovane di Macomer, in missione a Batumi, in Georgia. La vita qui in Georgia è così piena che trovare un ritaglio di tempo p…
Edizione di Giugno/Luglio 2015
Mentre quasi tutto il mondo guarda a Milano per EXPO 2015, il museo d'arte cinese ed etnografico dei saveriani a Parma non è rimasto a guardare. Era…
Edizione di Marzo 2017
P. Gabriel Basuzwa, originario del Congo RD, è stato ordinato presbitero nel 1985. Il primo anno del suo ministero l’ha svolto nella diocesi di Bukav…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito