Benezinho, martire brasiliano
Il 24 marzo ricorre il 30° anniversario dell'uccisione di mons. Oscar Romero. In questa data che ricorda il suo martirio, la chiesa ha istituito la giornata di preghiera per i martiri cristiani, specialmente per i martiri missionari.
Il martirio, espressione più crudele della persecuzione, purtroppo è una costante nella storia del cristianesimo. Anche quest'anno ricordiamo una lunga lista di cristiani, laici e laiche, religiose e sacerdoti che hanno donato la vita a causa della loro fede in Gesù Cristo. In ricordo del loro sacrificio, pubblichiamo il racconto di uno di questi nostri fratelli martiri, come ci è pervenuto attraverso la lettera che il saveriano bergamasco p. Ilario Trapletti ci ha inviato dal Brasile.
Al fianco dei più poveri
"In un piccolo cimitero di una comunità della foresta Amazzonica, c'è una tomba che si distingue dalle altre poverissime: è quella di Benezinho, il piccolo Benedetto.
Chi era Benezinho? Un animatore di comunità, un catechista e un sindacalista di grande talento. Era sempre al fianco dei poveri caboclos (meticci) sbattuti di qua e di là dai grandi latifondisti. Era un capo ed era seguito e amato. Ma a qualcuno non piaceva. Così un giorno... Era l'una, quando egli chiudeva la porta della sede del sindacato dei trabalhadore rurais - lavoratori rurali, proprio qui di fianco alla nostra chiesa. Sui gradini della chiesa stavano seduti pigramente tre uomini che non erano del luogo.
Quando egli passò davanti a loro per recarsi a casa sua, essi si diedero una gomitata, si alzarono e lo seguirono fino all'angolo e poi gli scaricarono addosso i caricatori delle tre pistole e fuggirono. Benezinho cadde morto.
Ma il popolo, quel popolo che egli tanto amava e difendeva, insorse, si unì e corse dietro agli assassini. Li presero, con l'aiuto della polizia. Furono rinchiusi nel piccolo carcere del paese. Ma la furia del popolo non si placò. Si radunarono attorno alle carceri chiedendo giustizia. Ma la giustizia qui è una merce rara. Perciò invasero la prigione, tirarono fuori i tre sicari e lì, sulla strada, li finirono a bastonate. Orribile!
Abbiamo celebrato la santa Messa di suffragio nel settimo giorno. C'era una moltitudine di gente, mai vista, perché era ben amato da tutti: era un cristiano coerente. Qui lo chiamano martire.
La nostra speranza è che la sua morte sia l'inizio di un tempo di pace e di concordia. Benezinho è uno dei tanti: preti, suore e laici. È la missione!".
Il sangue dei martiri
Insieme a Benezinho vogliamo ricordare anche tutti i fratelli e le sorelle che nel 2009, in nome della loro scelta di fede in Cristo, hanno donato la vita.
Il sangue dei martiri è il sale che darà sapore alla vita della chiesa, il lievito che farà crescere il bene nella nostra martoriata umanità.








