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P. Gino Nasini, saveriano marchigiano, è morto in Brasile il 29 luglio. Il 15 agosto c'è stata una commemorazione a Monte Urano, suo paese natale, cui abbiamo partecipato p. Giancarlo Lazzarini ed io. All’inizio della S. Messa ho letto il mio ricordo. Dopo la Comunione, l’ha fatto la nipote Andreina

Ho conosciuto p. Gino nel 1977 quando arrivò in Brasile del Sud, dove ha lavorato per il resto della sua vita nell’ambito della pastorale parrocchiale, con criteri di nuova evangelizzazione.

P. Gino Nasini era nato a Monte Urano nel 1938. Entrato nella casa saveriana di Ancona nel 1951, ha studiato teologia negli Stati Uniti ed è stato ordinato presbitero a Holliston il 27 maggio 1965. È stato confessore a Petersham, poi direttore spirituale e promotore vocazionale nel santuario di Holliston.

Insieme alla periferia di São Paulo

In Brasile, fino al 1981 con p. Roberto Beduschi, nella parrocchia di Goioerê (sudovest del Paraná), ha organizzato le cappelle in Comunità ecclesiali di base, fornendo continui sussidi per confrontare il vangelo con la vita, la realtà religiosa con la realtà sociale.

Dall’81 all’86 abbiamo lavorato insieme, nella periferia di São Paulo a 40 chilometri dal centro. Ci occupavamo del quartiere popolare José Bonifácio, che aveva palazzi con miniappartamenti di 27-36 m2. Quando siamo arrivati c’erano 30mila abitanti, un anno dopo 120mila. Non c’erano chiese, ma solo centri comunitari in cui dovevamo avvicendarci con chiese evangeliche e scuole di balè e capoeira… Poi ottenemmo un centro comunitario e siamo riusciti a costruire la chiesa São José Operario.

Un’iniziativa dopo l’altra

Riconsegnato José Bonifácio alla diocesi, p. Gino divenne parroco della parrocchia Imaculado Coração de Maria a Piracicaba, fino al 1994, con 16 comunità cristiane e 40 mila abitanti. Costruì la cappella nelle comunità che non l’avevano, le suddivise in settori e preparò sussidi. Faceva anche riunioni del Consiglio pastorale, di catechiste, di ministri dell’Eucarestia... Iniziò la pastorale del bambino per eliminare la mortalità infantile e diminuire il fenomeno dei bambini di strada. Aiutò anche il seminario di vocazioni adulte, con il quale condivideva la casa parrocchiale.

Dal 2001 al 2008 fu parroco a Melo Viana e Coronel Fabriciano in Minas Gerais. Continuò con lo stesso metodo decentratore e lo stesso dinamismo nella pastorale della parrocchia.

A un passo dal meritato riposo

Dal 2009 lavorava nella parrocchia Nossa Senhora Aparecida, a Hortolândia. Lì c’era stata una piccola casa di teologia dei saveriani, che poi era diventata casa di noviziato. Era una parrocchia che aveva molto aiutato i “senza casa” e i “senza terra” e ora continuava con le comunità ecclesiali di base.

I saveriani avevano deciso di riconsegnarla al vescovo di Campinas entro la fine del 2017. P. Gino avrebbe voluto accompagnarla fino alla consegna, dopo di che sperava un meritato riposo in Italia. Ma, né lui, né il medico curante si erano resi conto della gravità del suo tumore. Lo spostamento a Londrina sarebbe dovuto essere temporaneo. E, invece, proprio lì, sabato 29 luglio, è salito al cielo.

La tomba in Brasile

Il funerale è avvenuto nella parrocchia Nossa Senhora de Fátima, fondata dai saveriani nel 1953. Qui c’è un seminario saveriano attiguo e un asilo, tenuto dalle saveriane.

Il funerale, lunedì 31 agosto, è stato molto partecipato. Il cimitero B. José di Anchieta ha già una tomba, dove ci sono alcuni saveriani (p. Rovedatti, p. Sincini, p. Cossu) e ora p. Gino. È una tomba in cui vanno spesso le persone a pregare e a chiedere la loro intercessione per ottenere qualche grazia.



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