Arrivati due “nuovi” saveriani
Dopo la morte di p. Ildo Chiari, la comunità saveriana a San Pietro in Vincoli si arricchisce di due confratelli: p. Elio Cosma di Cittadella (PD) e p. Angelo Pansa di Bergamo.
Padre Elio, missionario in America latina
Padre Elio è stato ordinato sacerdote nel 1963, a Parma, dal primo cardinale africano Rugambwa. La prima esperienza missionaria l’ha vissuta in Spagna per 11 anni. Nel 1975 ha sorvolato l'oceano Atlantico,per la nuova missione saveriana in Colombia. Ha svolto la missione con gli afro americani nella città di Buenaventura.
Quando in Messico i saveriani iniziarono l'animazione vocazionale con i giovani, i superiori gli hanno chiesto di andare a dare una mano. Vi è rimasto ben 31 anni. Dal 2010 è tornato in Italia, prestando servizio presso le comunità di Desio, Vicenza, e ora di San Pietro in Vincoli.
Mi ha raccontato che in Messico le processioni della settimana santa si svolgono anche senza la guida del sacerdote: se non può essere presente, i laici organizzano e fanno. Il presidente americano Theodore Roosvelt, diceva che “l’assorbimento dell’America Latina sarà molto complicato, finché resterà cattolica”!
Padre Angelo, accanto ai deboli
Il bergamasco p. Angelo è stato tra i cinque missionari pionieri della missione nel Kivu, in Congo. Ha vissuto la triste esperienza dei mulelisti nel 1964, durante la rivoluzione dei simba, per liberare i confratelli detenuti a Uvira e altrove. Una sua foto con il mitra va a finire su Paris Match; richiamato, risponde: “Non ho mai sparato, ma guardate quei corpi dei religiosi con le gole tagliate!”.
Nel 1967 è mandato ad Altamira, lungo il fiume Xingù, quando l’Amazzonia subisce la distruzione della foresta da parte dei latifondisti e delle compagnie minerarie. Migliaia di disperati devono cercare un pezzo di terra da coltivare per sopravvivere. Padre Angelo lavora accanto agli indio e difende i loro diritti violati.
Ha svolto la sua attività missionaria anche a Paranatinga, dove ha piantato migliaia di alberi lavorando con i senza terra e i popoli indio. Qui ha portato avanti il progetto “Amazzonia-Foresta viva”, per rimboschire aree che avevano subìto la furia devastatrice.
Ora, a 83 anni, torna con il suo carattere battagliero a lavorare nella casa che l’aveva ospitato come novizio nel lontano 1947.







