Aneddoti su S.Guido Conforti: ragazzo birichino, vescovo buono
La "peregrinatio Conforti" nelle diocesi di Ravenna e Forlì è stata un successo. Nel mese in cui si celebra la festa liturgica di san Guido Conforti (5 novembre), mi piace ricordare alcuni aneddoti che lo riguardano fin da bambino e che mi sono sempre piaciuti: cose che capitano a tutti i bambini del mondo...
Il nido e il secchio d'acqua
Durante una passeggiata nei campi paterni, il piccolo Guido, salendo su un pioppo per vedere un nido di uccelli, cade a terra. Picchia la testa sul terreno, o su un ramo, e forse questa è la causa delle sue successive crisi epilettiche che hanno ritardato la sua ordinazione sacerdotale e gli hanno provocato problemi di salute.
C'è anche un altro episodio curioso. Un mendicante girovago la notte andava a dormire nel fienile del padre a Casalora. Guido fa scorrere sotto il giaciglio di paglia un secchio d'acqua, rovinando il sonno del povero mendicante, che lancia in aria una sonora bestemmia. Conforti considerava questa birichinata la più brutta della sua vita da bambino.
Le cadute da cavallo
Da vescovo, invece, è vittima di due cadute nei fossi. Mons. Conforti aveva noleggiato a Ferrara una carrozza a due cavalli per andare a Coccanile, un paese della diocesi di Ravenna. La strada fiancheggiava un canale pieno d'acqua. A un tratto, in località "Ponte di Corlo", i cavalli vedono un lenzuolo bianco muoversi al vento, s'impennano e indietreggiano. Il cocchiere non riesce a trattenerli e la carrozza finisce nel fossato. Il parroco della vicina parrocchia di Corlo, ricevendo l'arcivescovo e il cocchiere, presta loro i propri abiti, finché non si asciugano quelli molli d'acqua.
Anche a Parma, andando verso Caneto, lungo il torrente Cedra, Conforti cade da cavallo. Tutto bagnato prosegue a piedi, fino alla porta della canonica di Palanzano. Nel buio della notte, al parroco sorpreso di vedere il suo vescovo in quelle condizioni, il Conforti dice confuso: "Anche il vescovo cade da cavallo! Posso cambiare gli abiti?".
Il birocciaio e il carrettiere
La sera del 18 luglio 1904 il birocciaio Giovanni Zerbini si prende una rivoltellata alla mandibola mentre cerca di inseguire l'anarchico Francesco Melandri, colpevole d'aver sparato a don Sebastiano Malucelli, di Sant'Alberto, mentre recitava il rosario in chiesa. I due feriti vengono trasportati all'ospedale di Ravenna, dove ricevono anche la visita di mons. Conforti. Dopo alcuni giorni lo Zerbini torna a casa, mentre don Sebastiano muore il 23 luglio, perdonando il suo uccisore.
Il fattaccio provoca in mons. Guido una grave crisi emotiva e il risveglio della tisi polmonare. La notte tra il 22 e il 23 luglio, Conforti ha un primo violento sbocco di sangue e poi altri ancora, finché il 10 agosto invia a Roma le dimissioni da arcivescovo di Ravenna.
Una sera del 1921 a Parma, tornando da una visita pastorale, in via San Secondo il vescovo, tra la gente impotente, scende da carrozza e con il segretario raccoglie da terra il carrettiere Amleto, trasportatore di ghiaia, bastonato a sangue dagli squadristi. Porta il malcapitato fino all'ospedale dove, purtroppo, muore.
Il Buon Samaritano non passa mai oltre: ha pietà di tutti e li soccorre.








