''Andate da Giuseppe!''
Nel contesto del 60.mo anniversario della morte del servo di Dio p. Pietro Uccelli, avvenuta appunto il 2 ottobre del 1954 nella casa saveriana di Vicenza, riproponiamo una particolare e importante caratteristica della sua spiritualità missionaria: la devozione a san Giuseppe, il “santo della Provvidenza”. Una devozione che tutti i cristiani hanno nel loro cuore, perché è la stessa devozione che Gesù stesso, Figlio a lui affidato, ha avuto verso colui che è stato il suo vigile custode, come un vero genitore.
Come paterno custode di Gesù durante la sua vita terrena, Giuseppe è anche custode del Corpo mistico di Cristo, la chiesa. Così la chiesa lo ha inteso e dichiarato, e come tale lo venera e lo presenta al culto e alla devozione dei fedeli: patrono della chiesa universale. È la massima espressione di quella devozione che il popolo cristiano ha sempre mantenuta viva nel corso della storia.
Sulla scia della fede ecclesiale, l'invocazione devota e fiduciosa di p. Pietro Uccelli è molto significativa: “San Giuseppe, pensateci voi!”.
“Ite ad Ioseph! - Andate da Giuseppe!”, così era stato inciso sul primo sarcofago del devoto missionario. Per ogni cosa, infatti, p. Uccelli attribuiva tutto il merito a san Giuseppe. Quando qualcuno gli chiedeva una grazia, egli rispondeva: "Lei ha sbagliato persona. La chieda a lui!" (indicando san Giuseppe). E quando qualcuno tornava a ringraziare per aver ottenuta la grazia desiderata, egli ancora rispondeva: "Lei ha sbagliato persona. Vada a ringraziare lui!".
Questa devozione, già ancorata nel suo cuore, si è sviluppata e potenziata sull’esempio di un ricco cristiano cinese, incontrato a Shanghai. Così il missionario matura e cresce in esperienza, imparando da coloro ai quali è inviato.








