Alle origini artistiche del sacro
A Brescia, oggetti africani in mostra
L’Africa, con la sua produzione artistica, ha sempre esercitato un fascino misterioso e forte. Noi occidentali ne abbiamo colto soprattutto gli aspetti di novità e di impatto immediato, eppure i tanti artefatti (maschere, statue, sgabelli, bastoni di potere, poggiatesta, bracciali, pettini, pipe, coltelli) non erano destinati alla semplice ammirazione estetica. Manifestano, invece, una riflessione su tratti specifici delle culture africane: vita e morte, bene e male, procreazione e maternità, salute e malattia, autorità e antenati.
È giusto, dunque, che l’ammiratore di quest’arte indigena si ponga alcune domande: come sono stati pensati questi oggetti nel loro ambiente vitale? Perché sono stati creati? Chi ha dato loro un significato e qual è?
Non solo per bellezza
La mostra organizzata quest’anno dai saveriani di Brescia vuole aiutare il visitatore a capire ciò che ammira. Gli oggetti esposti appartengono al regno del sacro. Sono mezzi o luoghi di passaggio: degli uomini verso la trascendenza e viceversa. Ciò svela le motivazioni psicologiche e il modo particolare di considerare il mondo che ha portato gli africani a produrre questi oggetti e ad attribuire loro un significato e una funzione di mediazione nelle celebrazioni rituali.
Siccome, per sua natura, l’Essere supremo è inafferrabile e non è direttamente raggiungibile, ecco che vi sono esseri spirituali speciali (antenati, spiriti, fantasmi); uomini del sacro (indovini, veggenti, maghi, guaritori); oggetti simbolo (maschere, statuette, sgabelli). Tutti sono chiamati a svolgere una funzione di intermediazione tra l’invisibile e gli uomini. È il modo africano di accostarsi al Sacro e di interagire con esso.
Inoltre, il percorso di oggetti e strumenti di uso quotidiano, che si possono ammirare nella prima parte della mostra, permette al visitatore di incontrare l’altra Africa, quella di tutti i giorni, apparentemente semplice, ma molto ricca. Un cucchiaio di legno, per esempio, non è solo un attrezzo da cucina, ma simboleggia l’ospitalità, l’abbondanza, la donna.
Inaugurazione: 8 novembre
La mostra “Smascherando l’Africa” è allestita presso i missionari saveriani, in via Piamarta 9 (zona a traffico limitato, ma tutti possono accedere fino all’ampio parcheggio interno, senza restrizioni né rischi). L’inaugurazione è prevista per mercoledì 8 novembre alle ore 18,00.
Nella stessa giornata alle 15,00 nella sala “Chizzolini” dell’università Cattolica di Brescia sarà presentato il libro “Le fonti del sacro nell’arte africana”, di Clementine M. Faïk-Nzuji, insegnante di linguistica, letteratura orale e cultura africana all’università Cattolica di Lovanio (Belgio).
Per le scuole e per il pubblico
Chi desidera realizzare percorsi educativi con le classi o i gruppi oratoriali, può ritirare le schede di approfondimento e il materiale disponibile direttamente nei luoghi della mostra. Gli elaborati dovranno pervenire alla segreteria di CEM (Centro educazione alla mondialità) in via Piamarta 9, entro il 17 febbraio. Saranno selezionati tre elaborati per ogni ordine e grado di scuola. Alle classi o ai gruppi selezionati, saranno inviati video e libri, dono della “Libreria dei popoli”.
La visita alla mostra è gratuita, mentre la partecipazione ai laboratori prevede un contributo di € 1,00 per partecipante. È necessario prenotare per tempo, specificando se si desidera partecipare anche ai laboratori.
Presso la mostra, sono in vendita prodotti del commercio equo solidale e strumenti musicali. Per informazioni: 349 3624217; fax 030 3772781. E-mail: mostrafrica@yahoo.it
La mostra è aperta dall’8 novembre al 16 gennaio con questi orari. Feriali: 9-12.30; 14.30-17.30. Sabato: 9-12.30; 14.30-18. Festivi: 10-13; 15-18.30.








