Addio Buyengero, uno di noi!
Alcuni di noi hanno conosciuto p. Giuseppe quando era ancora giovane sacerdote. E lui ha visto tanti di noi nascere e crescere. Tutta la sua vita si è svolta in Burundi, in mezzo a noi e con noi. Abbiamo pregato, mangiato, viaggiato e lavorato con lui. Padre De Cillia, che noi chiamiamo “Buyengero”, è un padre, un sacerdote, un lavoratore.
Sei stato padre di tanti orfani e poveri, di senza tetto e infermi. Hai rischiato per noi, senza paura di affrontare le rischiose zone di guerra. Hai salvato le nostre vite, hai sofferto della nostra fame e del nostro freddo, quando non potevamo studiare né farci curare. Sei diventato uno di noi!
Sei stato un sacerdote che conosce la debolezza umana, che ha saputo accoglierci e farci gustare la misericordia di Dio.
Il tuo linguaggio tanto chiaro, con le espressioni e proverbi giusti, il tuo bel kirundi mai sentito da nessun altro missionario, ci dimostrava quanto amavi le tue pecore.
Sei stato un lavoratore. Ci hai insegnato a impegnarci, a lavorare bene e velocemente. Mille e più strutture portano le tracce della tua mano e ci ricorderanno di te, come persona viva e coraggiosa. Non ci lascerai mai.
Padre Giuseppe, pensa ancora al Burundi e guarda quanto bene hai fatto al tuo popolo; guarda quanti avrebbero voluto trattenerti e soffrono la tua mancanza! Ringraziamo tutti coloro che, attraverso le mani di padre Giuseppe, hanno aiutato il Burundi a sopravvivere e migliorare…








