Abbiamo conosciuto un amico, La storia di un conto corrente
Arriva una telefonata. La persona che ha chiamato si presenta: “Sono Reginetta, la nuora del signor Mario Padovan. Mio suocero è in ospedale. Chiedo una preghiera per lui. Ci ha raccomandato di non dimenticare i missionari saveriani e di spedire loro un’offerta, appena arriva la pensione”.
Padre Franco Lizzit, che mantiene i contatti con i benefattori, ricorda che almeno quattro volte all’anno, a mezzo di bollettino postale, arriva ai saveriani di Zelarino un’offerta da parte di una persona. Arriva regolarmente da oltre cinquant’anni. Fatti un po’ di calcoli, diventa una somma consistente.
Come ci ha conosciuti?
Non molto tempo dopo quella telefonata, il 18 gennaio scorso, a novant’anni compiuti, il signor Mario conclude il suo pellegrinaggio terreno e incontra Cristo Risorto nel regno dei cieli. Al funerale ha partecipato padre Franco, a nome dei saveriani. Tra i parenti del defunto, c’era anche la figlia Emmanuela, suora di Maria Bambina. La sua presenza ha offerto lo spunto al sacerdote celebrante per una preghiera speciale per le vocazioni.
A San Liberale, la nuova parrocchia staccatasi da Gaggio, nella diocesi di Treviso, il signor Mario Padovan era l’unico nostro benefattore. Come aveva fatto a conoscere i saveriani? Padre Franco ed io ci siamo incuriositi e abbiamo contattato la figlia, suor Emmanuela, che ci ha parlato di suo padre e della sua famiglia. Così ci ha fatto conoscere una bella pagina di fede vissuta nelle nostre campagne.
Innamorato delle missioni
In quella casa costruita con tanti risparmi e sudori dal signor Mario nel bel mezzo della campagna di San Liberale. La giovane coppia di sposi era stata chiamata dallo zio materno, non sposato, perché lavorassero nel suo terreno. In casa abbiamo trovato la signora Teresa. Vive lì con i figli, le nuore e i nipoti. Era un pomeriggio e gli uomini erano fuori, al lavoro. Li abbiamo poi sentiti al telefono.
Suor Emmanuela non riesce a ricordare in che modo suo padre aveva conosciuto i missionari saveriani. Forse grazie a una pubblicazione capitatagli per mano. La piccola biblioteca del signor Mario è molto aggiornata di riviste a carattere religioso, che leggeva assiduamente, come ha raccontato la nuora Reginetta. Inoltre, p. Giancarlo Vecchiato, un missionario del PIME nativo della zona, in paese ha sempre suscitato simpatia per le missioni. Certamente, la costanza di Mario nell’aiutarci e leggerci durante tutta la sua vita aveva una forte motivazione missionaria.
Fede profonda e carità
La suora ci ha raccontato della grande fede di suo padre, del suo costante riferimento al vangelo nelle difficoltà della vita. Aveva una carità squisita verso i poveri: “Date a chi ha fame; non sappia la tua destra quello che fa la tua sinistra”, ripeteva. Trasmetteva la sua più bella esperienza di Dio, quando con profonda convinzione diceva: “Dio ha mandato Gesù a salvare e non a condannare”. Nella camera dell’ospedale, ormai impossibilitato a parlare, teneva lo sguardo fisso sull’immagine della Madonna, di cui era molto devoto, e la indicava con il dito, prima di farsi il segno della croce.
Uomo serio e coerente, ha saputo educare alla fede i due figli e le due figlie. Quando tornava dai campi con loro, li faceva pregare. Li faceva innamorare delle bellezze create da Dio, invitandoli ad odorare l’erba dei campi, ad ascoltare il richiamo degli insetti e, dopo il tramonto, a guardare il meraviglioso spettacolo del cielo stellato.








