A Salerno, Tanti cuori 1 capanna
Si è chiusa la XIII Mostra Interculturale saveriana “Tanti cuori 1 capanna”, che laici e missionari saveriani di Salerno hanno allestito nel museo diocesano della città. Sono stati quasi 1.500 i visitatori, tutti entusiasti per l’originalità del messaggio. Già il sottotitolo - dalla tradizione cristiana, un segno per l’educazione interculturale e interreligiosa - lasciava presagire la ricchezza dei suoi contenuti, che hanno generato meraviglia nella maggior parte dei suoi visitatori. Famiglie e studenti hanno ammirato la ricca varietà delle natività esposte, provenienti da varie parti del mondo (e molte in prestito dal presepio missionario di Vicenza). In particolare, lo sguardo dei bambini era incuriosito dalle forme, dalle caratteristiche, dai particolari dei personaggi e dalla diversità dei materiali utilizzati. L’unicità della mostra era già stata preannunciata dal significativo taglio del nastro, avvenuto alla presenza dell’arcivescovo di Salerno e dell’Imam della comunità musulmana di Battipaglia. È stato il segno di un dialogo possibile che parte dall’esaltare ciò che unisce, ovvero la figura di Maria, ponte saldo tra cristiani e musulmani. Molti sono tornati alle fonti e alle radici della nostra fede cristiana, contemplando il Dio Bambino, ma anche privilegiando la cultura dell’incontro. La Natività era un punto di partenza proficuo per facilitare l’invito a un agire dialogante con chi ha una fede diversa dalla nostra, senza pregiudizi. Attraverso cinque scatti fotografici d’autore, l’equipe formativa ha presentato la sacra famiglia come modello delle famiglie migranti, sfollate o rifugiate di oggi. Anche questa Mostra Interculturale si è dimostrata occasione di formazione, valido espediente di evangelizzazione e potente strumento di animazione missionaria.







