P. Eduardo dalla Colombia, P. Paganelli dalla Sierra Leone.
Padre Eduardo, capoufficio della "banca libri" in Colombia
Sono in debito con i lettori di "Missionari Saveriani" per l'aiuto che hanno dato alla "Banca libri" per studenti poveri della Colombia (progetto 5/2006). Infatti, stanno arrivando le donazioni e ringrazio tutti coloro che hanno contribuito. Il libro è la migliore "arma" per combattere la violenza e la povertà.
Da quando sono arrivato in questo quartiere di Cali, mi sono reso conto che il libro è una cosa strana. Dovunque vai, non incontri una persona che legga un libro o un giornale. Nessuno legge. Eppure la lettura è fonte di fantasia, di sogno. I bambini, circondati da continua violenza, hanno bisogno di leggere racconti e storie che li aiutino a vedere la realtà con uno spirito perso.
Proprio per questo, lo scorso anno abbiamo aperto una sala con un migliaio di libri per bambini. Tutti i giorni, i bambini possono dedicare un'ora a leggere. Non si può negare ai bambini il diritto di sognare. So che sono cose piccole, granelli di sabbia nel deserto, ma sono sempre un sostegno per questi bambini che nascono e vivono in situazioni drammatiche.
In Colombia tutti sogniamo, un giorno, di poter vivere in pace e nel rispetto dei valori importanti. Negli ultimi tre mesi del 2006, in questo quartiere sono state uccise 106 persone. Molti sono giovani che vivono nelle strade. Solo l'educazione e la formazione potranno evitare questi drammi enormi.
É proprio in questa realtà che noi saveriani lavoriamo, Seguiamo con attenzione anche tutto ciò che avviene nelle altre nazioni dell'America latina, che guardano di traverso la Colombia, considerata alleata di Bush. Vedremo cosa ci riserverà il futuro... Intanto, grazie per l'aiuto che ci date, per continuare la nostra piccola testimonianza d'amore.
p. Eduardo Garçia, sx
Dalla Sierra Leone, p. Paganelli descrive il suo lavoro missionario
Scrivo questo breve messaggio per salutare tutti gli amici. Da un anno sono a Madina, nel nord della Sierra Leone. La missione di Madina comprende il paese, di circa 3.000 abitanti, e una trentina di villaggi attorno. La maggioranza della popolazione è musulmana; solo pochi seguono la religione tradizionale; altri, pochi, sono cristiani protestanti e cattolici.
Nella nostra diocesi di Makeni, i cattolici sono solo l’1 per cento della popolazione. Su una popolazione di circa 1.750.000 abitanti, i cattolici sono 17.532 e i catecumeni 4.375. Dopo 50 anni di evangelizzazione, solo l’1 per cento è battezzato. Consola il fatto che quelli che partecipano alla Messa sono molti di più. In vari villaggi, infatti, la chiesa è l’unico posto dove si può pregare; perciò anche altri vengono a pregare... il loro Dio, che alla fine è lo stesso Dio di tutti! Inoltre, molti ragazzi che frequentano le nostre scuole vogliono conoscere di più il cristianesimo e vengono in chiesa con i loro compagni di classe.
Potete immaginare quindi quanto lavoro si può e si deve ancora fare.
Io sono contento di essere in questa missione, anche se è isolata e difficile. Anche la nostra casa è molto povera. Mi sto buttando dentro nella pastorale. Sto seguendo soprattutto cinque villaggi che visito ogni settimana. Vado la sera, per pregare e parlare di Gesù con la gente e istruire i catecumeni. Mi sorprende che in diocesi non ci sia un bel programma catecumenale, applicato in tutte le missioni. Ognuno fa meglio che può.
Mi affido alle vostre preghiere. Il Signore ci aiuti a lavorare con zelo nella sua vigna.
p. Natalio Paganelli, sx










