A Salerno ho annunciato il vangelo
Il mio passaggio a Salerno è stato breve. Sono arrivato a ottobre 2005 ed è già ora di partire... Ma non per tornare in Burundi, dove ho vissuto dieci anni intensi e meravigliosi, pur nella sofferenza della situazione politica di allora: sotto il regime del colonnello Bagaza sono stato espulso insieme a tanti altri missionari.
Sono chiamato all'obbedienza per un incarico delicato, a servizio di tutti i missionari saveriani nel mondo. I superiori mi hanno chiesto, infatti, di lavorare alla Procura delle missioni, a Parma, accanto al santuario del beato Conforti. Sono sereno e contento.
Mi sono sempre lasciato guidare dal Signore e so che obbedendo, lui mi precede sempre, regalandomi grazia, pace e serenità.
A Salerno mi sono trovato bene. Ho svolto il compito di "economo" della comunità saveriana. Ma il lavoro che più mi ha occupato è stato quello a contatto con la gente, svolgendo il ministero di sacerdote missionario. La mia preoccupazione è stata "l'annuncio del vangelo", e ho sempre trovato cuori desiderosi di ascoltare.
Mi sono rimaste impresse le parole significative di papa Benedetto XVI: "L'annuncio del vangelo resta il primo servizio che la chiesa deve fare all'umanità, per offrire la salvezza di Cristo all'uomo del nostro tempo, in tanti modi umiliato e oppresso...".
Ringrazio perciò i confratelli saveriani che mi hanno permesso di essere "missionario" a tempo pieno in mezzo alla gente di Salerno, e ringrazio quanti hanno camminato con me, incontro al Signore morto e risorto.








