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A Roma: Saveriani e familiari insieme

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Il tempo poco clemente non ha consentito di celebrare la Messa all'aperto, davanti alla suggestiva grotta di Lourdes. Ma anche quest’anno, nella casa saveriana di via Aurelia, l’incontro con i familiari dei saveriani del Lazio è stato un tripudio di fraternità. Una sessantina di familiari si sono ritrovati, domenica 6 maggio, per testimoniare l’impegno missionario che conpidono con i saveriani. I graditi ospiti erano capeggiati dai due "patriarchi": la signora Carolina, mamma di p. Antonio Chiofi, e il signor Francesco, fratello del compianto p. Giuseppe Milani.

Dal silenzio alla festa...

È un appuntamento ormai tradizionale quello della prima domenica di maggio, e la gioia dei missionari nell’accogliere in casa i familiari dei confratelli di questa terra laziale è sempre grande. Di solito la nostra casa è silenziosa e calma. L'unico fracasso avviene all'esterno, dal traffico continuo e congestionato sulla via Aurelia. All'interno, i saveriani sono impegnati a frequentare corsi impegnativi nelle varie università romane. Perciò è raro vedere in casa tanta gente.

Ma la domenica della festa della famiglia allargata è tutta un'altra cosa! Fremono i preparativi. I missionari si apprestano a rendere il loro servizio, perché tutto vada bene. La casa si trasforma e pullula di persone che si salutano affettuosamente, ricordano i tempi passati, si raccontano dei figli e fratelli missionari che lavorano in giro per il mondo. Si vive un’atmosfera davvero speciale, ricca di familiarità, di gioia, di cordialità. Ci si sente tutti come a casa propria.

A tutti il nostro affetto

È giusto che sia così. Sì, perché - come ci ha ricordato il rettore p. Chofi nell’introdurre la celebrazione della Messa - una costante essenziale del carisma saveriano è lo spirito di famiglia che siamo chiamati a vivere non solo tra noi missionari, ma a conpidere anche con i genitori e i familiari dei nostri confratelli. Questa è stata la volontà del nostro fondatore, Guido Conforti.

A tutti i familiari dei saveriani che hanno preso parte alla festa, vanno i nostri più sentiti ringraziamenti e auguri. Ma attraverso le pagine di "Missionari Saveriani", vogliamo raggiungere anche coloro che, per vari motivi, non hanno potuto rallegrarci con la loro presenza alla festa, in particolare coloro che sono malati e impossibilitati a muoversi.

A tutti assicuriamo la nostra preghiera e il nostro affetto. Sebbene non si trovino molte occasioni per incontrarci di persona, vi garantiamo la nostra riconoscenza e vicinanza, almeno spirituale.



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