Farfalle gialle sopra i fili spinati
Immersi nei nostri mille impegni, forse ci è sfuggita una notizia importante. Domenica 2 febbraio si è rinnovato automaticamente il memorandum Italia-Libia, firmato nel 2017, alle stesse condizioni e per altri tre anni. Stipulato dal governo Gentiloni e mantenuto dal governo Conte, questo accordo ha “regolato” la politica tra i due Paesi in tema di immigrazione, stabilendo una stretta collaborazione con la Guardia costiera libica, i cui membri sono stati ripetutamente al centro delle accuse delle agenzie internazionali per i diritti umani. L’intero memorandum è alquanto discutibile e ha portato alla creazione dei centri detentivi libici dove vengono bloccati (e spesso torturati a fini ricattatori) i migranti che arrivano in Libia dall’Africa sub-sahariana. Ongs e il Consiglio d’Europa si erano appellati all'Italia chiedendo di sospendere l'accordo. Il governo ha rassicurato affermando che il rinnovo automatico non preclude l'avvio di nuovi negoziati con Tripoli. Saremo vigili perché ci sembra il vero snodo di questo fronte migratorio, troppo banalmente liquidato fino a quando la bella stagione non riporta le tragedie del mare…
Mezzo mondo si è svegliato un paio di mesi fa con il pericolo di una nuova pandemia, il cosiddetto “Coronavirus”. Ora che si è diffuso anche in Italia, dove è stato isolato grazie al lavoro di un gruppo di ricercatrici spesso precarie, l’allerta si è alzata. Tocca a noi difenderci, in questa occasione; tocca a noi avere a che fare con un problema che non è più lontano. Certo, abbiamo mezzi e modi per riuscire a cavarcela. A differenza di situazioni altrettanto gravi, ma dimenticate… Spesso capita che quello che non bagna le nostre coste diventa meno importante. Eppure, l’azione per inviare farmaci salvavita o per l’autoproduzione nei territori dove ci sono urgenze non sempre è continua.
Memoria tradita, calpestata, non condivisa. È ciò che ci capita di vedere e leggere sulle strade delle nostre città dove si consumano attacchi a sfondo razzista, in un rigurgito di violenza nazifascista. “Questo è un semplicissimo messaggio da nonna che vorrei lasciare ai miei futuri nipoti ideali: che siano in grado di fare la scelta della non indifferenza e con la loro responsabilità e la loro coscienza essere sempre quella farfalla gialla (disegnata da una bambina del campo di Terezin prima di essere uccisa), che vola sopra i fili spinati”. Così ha chiuso il suo discorso la senatrice Liliana Segre al Parlamento Europeo… Possiamo essere davvero farfalle gialle sopra i fili spinati dei nostri tempi.







