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Animazione Missionaria e Vocazionale

Desio (MB)



Presentazione

La nostra casa vuole dunque essere “spazio aperto” di condivisione con la famiglia saveriana, composta dai missionari saveriani, dalle missionarie saveriane e dai laici saveriani. Insieme incroceremo cammini di vita alla luce di Cristo con un grande desiderio di felicità e di pace.

Cdesio celebrazionei rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.

Qui, dall’inizio alla fine, la missione è intesa come incontro tra persone in Cristo che, secondo continenti, modalità e tempi diversi, suscita sfide, accende il cuore di desideri e porta a formulare progetti.

Offriamo, dunque, strumenti di animazione, itinerari e proposte di formazione, incontri di Spiritualità alla luce del Vangelo, l’ascolto di testimoni, di missionari che hanno già fatto la loro scelta di vita accanto agli ultimi del mondo.

Insieme, ci collegheremo con tante persone già impegnate nella diffusione del Vangelo e anche noi potremo scoprire cammini per farlo a partire dal nostro territorio, dal nostro ambiente lavorativo, scolastico o universitario, per essere anche noi proiettati verso gli altri… “fino agli estremi confini della terra!

Musulmani e Cristiani radunati a nome della fraternità …

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Il 19 aprile 2026, a partire dalle ore 19:00, siamo stati ospitati presso il Centro culturale islamico di Desio, in via Forlanini. Ad accoglierci c’erano i musulmani pakistani sotto la guida di Muhammad Ashraf. Oltre a noi saveriani, c’erano anche alcuni laici saveriani di Desio e giovani della comunità pastorale, accompagnati da diversi sacerdoti: uomini e donne, bambini giovani e adulti, cristiani e musulmani radunati a nome della fraternità.

Dopo un saluto di benvenuto da parte di signor Ashraf e un breve messaggio datoci dal sindaco, l’incontro è cominciato ascoltando Fatima, una giovane musulmana, la quale citando qualche versetto sia del Corano che del Vangelo ha sottolineato quanto il dialogo sia un incontro tra le persone che vedono nell’altro la presenza del Signore, accogliendolo l’un l’altro come un dono.

foto 2Il signor Ashraf ha ripreso la parola raccontandoci dell’evoluzione della loro presenza, come comunità islamica pakistana a Desio, da un anno prima della tragedia delle torri gemelle fino al giorno di oggi. Ha sottolineato che la comunità cristiana è stata sempre vicina e accanto fin dall’inizio; per lui e anche per tutta la sua comunità il dialogo significa vivere uno accanto l’altro, vivendosi come dono vicendevole e collaborando per una convivenza pacifica rispettando le differenze.

Con delle domande e risposte reciproche, ha reso molto più sciolto l’incontro e fraterno il clima che si è creato tra di noi durante l’ora vissuta insieme. Il finale è stato inaspettato: chiacchierata informale nei piccoli gruppi consumando il buffet preparato dalle donne musulmane. Al nostro rientro a casa, la comunità islamica pakistana è rimasta ancora là per la preghiera della quinta ora.

Tutto questo è avvenuto grazie all’iniziativa organizzata dalla Comunità Pastorale di Desio, Missionari e Laici Saveriani, Desio Città Aperta e associazione culturale pakistana Minahj-ul-Quran.



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