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Animazione Missionaria e Vocazionale

Desio (MB)



Presentazione

La nostra casa vuole dunque essere “spazio aperto” di condivisione con la famiglia saveriana, composta dai missionari saveriani, dalle missionarie saveriane e dai laici saveriani. Insieme incroceremo cammini di vita alla luce di Cristo con un grande desiderio di felicità e di pace.

Cdesio celebrazionei rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.

Qui, dall’inizio alla fine, la missione è intesa come incontro tra persone in Cristo che, secondo continenti, modalità e tempi diversi, suscita sfide, accende il cuore di desideri e porta a formulare progetti.

Offriamo, dunque, strumenti di animazione, itinerari e proposte di formazione, incontri di Spiritualità alla luce del Vangelo, l’ascolto di testimoni, di missionari che hanno già fatto la loro scelta di vita accanto agli ultimi del mondo.

Insieme, ci collegheremo con tante persone già impegnate nella diffusione del Vangelo e anche noi potremo scoprire cammini per farlo a partire dal nostro territorio, dal nostro ambiente lavorativo, scolastico o universitario, per essere anche noi proiettati verso gli altri… “fino agli estremi confini della terra!

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Nel primo pomeriggio di domenica 1 febbraio 2026 con Eric, Hery, Nicolas e Riko, da casa saveriana di Desio, ci dirigiamo verso la sede del comune di Desio per unirci alla marcia della pace organizzata e promossa dalla comunità 2 1pastorale di Desio, l’associazione pakistana Minaj Ul Quran, Desio Città Aperta, Missionari e Laici Saveriani, Scuola italiano per stranieri, col patrocinio del comune.

In breve siamo nel corteo tra centinaia di persone: giovani, bambini e anziani, sacerdoti e laici, cristiani e musulmani uniti per invocare la pace, segno importante che la pace ci appartiene e ci interpella.

Siamo parte di un coloratissimo variegato corteo con tante bandiere per i tanti paesi in guerra per dar voce a popolazioni vittime di violenza purtroppo spesso negata, silenziata e ignorata da tanti canali nazionali e internazionali.

Un gruppo di bambini portava una enorme bandiera della pace segno di ciò che hanno nel cuore e che si aspettano nel loro futuro.

Il corteo raggiunge il salone della Chiesa di San Giovanni Battista dove ascoltano alcune testimonianze tra le altre quella di due adolescenti che alla domanda “che cos’è la pace?” rispondono: “la pace non è una parola, ma un impegno da vivere ogni giorno”, “non litigare, non essere antipatici, non dire parolacce, essere gentili con tutti, rispettare i sentimenti degli altri”.

Poi altri due interventi: una musulmana, una cattolica già volontaria in centro africa, hanno ribadito l’importanza di costruire sulla pace la convivenza sociale.

3 1Ecco alcuni punti del loro intervento: la pace ha bisogno di essere voluta e costruita; occorre essere costruttori di pace agendo e lavorando con le proprie mani; la pace non è passiva, è responsabilità; la pace non è essere prepotenti verso i deboli.

Ci siamo sentiti in marcia per la pace, protagonisti con gli altri in marcia per la pace. L’espressione “marcia della pace” dimostra in sé il senso del gesto, cioè la pace non è l’esito ma il processo, è un cammino fatto e vissuto insieme. Citando le parole di Papa Francesco: “è importante avviare i processi più che occupare spazi”



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