La musica, strumento di Pace fra culture
(Stefano Serraino, Lsx) *
In armonia, come ci insegna il linguaggio della musica e delle note. Diversi i toni, differenti le note ma se articolate insieme con sapienza diventano dimostrazione che insieme nella differenza si può comporre una melodia. Inoltre una melodia prevede l'interazione tra diversi strumenti che non si sovrappongono, ma ciascuno, con il proprio talento, trasforma la stessa in un concerto.
Questa è la metafora che l'equipe di dialogo interreligioso utilizza quest'anno per il consueto cammino di incontri a Desio.
Cinque le tappe con conclusione fissata per domenica 19 maggio, nel pomeriggio, alla Tenda del Dialogo allestita per la Festa dei popoli 2019.
Il cammino organizzato dai Missionari saveriani (padri e laici), Desio Città Aperta, Associazione Minhaji Ul Quran e la Chiesa Gospel di Desio quest'anno inizia con una novità: grazie agli incontri maturati nel corso degli anni il primo appuntamento, previsto il 18 gennaio alle 20:45 presso la casa dei Missionari saveriani, presenterà il tema della musica religiosa nella cultura e religione ebraica, preparato e condotto da un esperto musicista e conoscitore del mondo semitico.
Poi, seguendo il ritmo del canto e della musica, si sviluppa il cammino quasi come fosse un pentagramma in divenire, con gli incontri preparati dalla comunità cattolica (15 febbraio), dalla comunità evangelica (21 marzo), dalla comunità pakistana (11 aprile).
Il tema nasce da una semplice riflessione.
In ogni cultura religiosa, ogni credente si avvicina al Mistero di Dio anche attraverso il canto.
Nei secoli la tradizione ha sviluppato un'infinita ricchezza di preghiere cantate oltre all'abitudine di recitare cantando i testi sacri. Il Corano come i rotoli della Torah e come accade durante le liturgie più solenni anche il Vangelo vengono cantati. Il cristiano recita le Laudi e famoso è il detto di Sant'Agostino chi canta bene prega due volte quasi a sottolineare l'intimità creata grazie alla melodia e alle note durante il dialogo e la relazione con Dio. Inoltre l'idea della musica rende bene il messaggio che anche quest'anno l'equipe vuole sottolineare.
Stare insieme, dialogare con culture differenti non conduce al meticciato o verso un sincretismo annacquato.
Ogni nota unendosi alle altre non perde la propria identità o suono. Semplicemente si accorda per dare vita ad un messaggio nuovo ed essenziale che parla di fratellanza, rispetto, reciprocità, prossimità, amicizia. Questi valori sono fondamentali se si vuole portare il proprio contributo in una società in cui l'indifferenza porta ad azioni e pratiche intolleranti.
Oggi siamo convinti che è necessario dare risposta al clima diffuso di diffidenza con gesti semplici ma che raccontano come sia giusto cambiare musica, cambiare verso, per scegliere di andare e camminare insieme all'altro in accordo, in armonia.

i rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.





