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Per fortuna che c’è stato Tommaso…

Per fortuna che c’è stato Tommaso…

Venerdì, 13 Aprile 2018 Zelarino

Il vangelo di domenica 9 Aprile è un Vangelo che mi rincuora sempre.

Sapere che anche negli istanti immediatamente seguenti alla resurrezione di Gesù, uno dei suoi apostoli non ha creduto subito ma ha chiesto delle prove, mi rincuora.

Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo”.

Ma come? Hai vissuto per tre anni assieme a Gesù e hai ancora dubbi? Hai assistito a miracoli e ancora hai dubbi? Ma non hai capito niente? E si che Gesù te lo aveva spiegato.

Forse sei andato in crisi, ma come tutti gli altri d’altronde, la sera in cui Gesù è stato venduto da Giuda ai sommi sacerdoti.

Hai visto Gesù venire appeso in croce, morire tra grandi sofferenze, schernito proprio da quelli che pochi giorni prima lo avevano osannato.

Sembrava finito tutto.

Gesù lascia passare otto giorni. Sembra quasi che voglia lasciare Tommaso un po’ sulle spine. Alla fine però si mostra ed esaudisce le richieste di Tommaso: mostra le mani bucate dai chiodi e il fianco trafitto dalla lancia.

Tommaso probabilmente non sa cosa fare, si rende conto di aver dubitato oltre misura, forse affluiscono alla sua mente ricordi tumultuosi. Alla fine dice una frase bellissima: ”Mio Signore e mio Dio”.

Gesù risponde quasi con piccolo rimprovero: ”Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”.

Ecco, a mio avviso, “quelli” siamo tutti noi che, a 2000 anni di distanza viviamo la nostra fede alle volte con fatica.

Noi che proviamo a credere in qualcosa che la scienza non sa spiegare e che, per questo, tanti rifiutano. Noi che crediamo che in un pezzo di pane e un po’ di vino consacrati ci siano il corpo ed il sangue di Gesù, cosa che nessun microscopio elettronico ci potrà mai confermare.

Ecco, per questo sono grato a Tommaso. Se anche lui, che ha vissuto per anni vicino a Gesù, ha avuto questi dubbi, chi siamo noi per dover avere solo certezze.

Si dice che, a differenza di tutte le altre religioni, quella cristiana è quella in cui Dio si fa incontro come persona ad una persona.

Imparare a conoscere e ad amare una persona non è semplice e non è immediato. Per questo Gesù ci aspetta e si fa trovare a tempo debito. Ci lascia il nostro tempo.

Alla fine poi potremo dire con Tommaso: “Mio Signore e mio Dio”.

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