Abbiamo davanti a noi una parabola che ci appare paradossale nel suo insegnamento.
Un amministratore è accusato di svolgere male il suo lavoro e sta per essere licenziato dal suo padrone. Non si dispera, anzi reagisce, s’interroga su come utilizzare le risorse in suo possesso per l’avvenire. Con scaltrezza, mette in pratica un piano disonesto ma efficace ai suoi scopi.
Il padrone se ne accorge e, con nostra grande sorpresa, lo loda per la prontezza e la furbizia con cui affronta la situazione.
Imparare da lui
Ci domandiamo: Perché Gesù ci presenta come esempio evangelico un racconto di un uomo disonesto?
In che senso questo dirigente truffatore è di esempio?
L’uomo della parabola, nella sua situazione critica di perdita del lavoro, si adopera con tutte le sue capacità per garantirsi un avvenire. Usa intelligenza, ci mette energia, guarda in avanti con lungimiranza.
E Gesù ammonisce: “I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”.
Il contrasto sembra evidente con le nostre comunità cristiane quando esse vivono con atteggiamenti passivi, stanchi e deboli…
deboli perché mancano d’orizzonti ampi;
deboli perché si fermano nelle devozioni, senza confronti e novità;
deboli perché sono troppo conformiste, pronte a giudicare gli altri, senza l'audacia della conversione, della riflessione e l’apertura ai problemi del Paese e del mondo.
Ci lamentiamo dei mali della terra, della mancanza di moralità e di onestà nella società, dell'aggressione della pornografia, della globalizzazione nei suoi aspetti negativi, ma poi restiamo a guardare nel nostro piccolo angolo. Infatti, per noi spesso, è importante che nessuno tocchi i nostri interessi, che nessuno ci chieda un servizio alla comunità.
Il padrone loda l’amministratore perché ha pianificato il suo futuro, ha investito in amicizia, rinunciando alla sua percentuale di vendita.
Gesù ci interpella per investire tempo, per discernere con intelligenza, per usare bene il denaro per ciò che è più importante, e di cercare le azioni che non saranno mai svalutate, cioè quelle del nostro spirito.
La situazione è occasione
L’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, ha scritto una bella lettera per l’anno pastorale 2019-2020, che porta il titolo: La situazione è occasione. Per il progresso e la gioia della nostra fede.
Il documento invita a vivere a proprio agio nella storia, ad avere una profonda simpatia per questo nostro tempo, ad ascoltare lo Spirito che ci rende attenti e pronti a trasformare ogni situazione in occasione.
“Dentro ogni condizione di vita, dentro ogni situazione, dentro la nostra stessa quotidianità c’è un’occasione di grazia, un’opportunità per il Vangelo e per la carità.”
Papa Giovanni diceva bene che metteva il suo cuore là dove posava il suo piede.
Un secondo documento che ci può aiutare con intelligenza a vivere il nostro tempo e la crisi nella chiesa stessa è quello del vescovo Beniamino di Vicenza, che porta il titolo: Battezzati e inviati per la vita del Mondo.
Anche in questo documento c’è un invito a vivere la crisi della società di oggi come opportunità.
Facilmente parliamo del crollo delle vocazioni, della crisi di fede, dell’assenza dei giovani nelle comunità, della mancanza di moralità nella vita pubblica e familiare, delle unità pastorali che allontanano dalla gente…
Se è vero che “ogni crisi nasconde una buona notizia e che occorre saper ascoltare affinando l’udito del cuore” (AL 232), possiamo vivere l’attuale trasformazione delle nostre comunità come opportunità che lo Spirito ci offre per rinnovarci. Egli è la nostra guida nelle situazioni della vita, perché ci aiuta a viverle come occasioni di crescita. La nostra risposta sarà intelligente e lungimirante, come quella dell’amministratore disonesto che ha saputo dare con accortezza e abilità.
I cristiani d’oggi possono essere catalogati in tre gruppi: gli sdraiati, i seduti, e quelli in piedi.
Gli sdraiati ‘si allungano orizzontalmente nel mondo, tra social, auricolari e relativismo’. Sono assenti e insensibili ai problemi e alla vita della società, anzi se ne fregano.
I seduti siedono sui bordi della strada, guardano i passanti e si limitano a criticare, a lamentarsi e a mormorare. Rimpiangono il passato e non credono che la nuova situazione è occasione di vita nuova.
Sono in piedi quelli che sono sulla strada e camminano. Sanno che il mondo non è più immutabile, come si credeva una volta, ma che esso è ‘in movimento verso qualcosa di cui non si intravedono ancora le luci’. (cfr. La sequela di Gesù, Scheda 01, Ufficio di Pastorale Missionaria VI)
- A quale di queste tipologie assomigli?
- Sei convinto che la situazione può essere occasione per il progresso e la gioia della nostra fede?
- Sei capace di determinazione e d’energia per metterti in cammino con altri sulla strada in perenne ricerca? Chi ama si mette in movimento.
G.D. Vicenza, 18 settembre ’19
PADRE PIETRO UCCELLI
La fama di santità lo accompagnò per tutto il resto della vita, anima semplice e di carattere allegro, era innocente e limpido, rimanendo così fino alla morte, avvenuta il 29 ottobre 1954 nella casa dei Missionari Saveriani a Vicenza, dove le spoglie sono conservate nella chiesetta attinente alla casa stessa di Vicenza.





