Il sole è appena apparso sulle case di Gerusalemme, quando Giovanni e Pietro passano le stradine del centro storico, lasciano il Monte Sion per il Monte Golgota, fuori dalle mura della città.
Maria Maddalena li aveva avvertiti: "Hanno portato via il corpo del Signore e non so dove lo hanno messo".
Tutti e due corrono e Giovanni arriva primo con il cuore che batte forte.
I soldati di guardia hanno già abbandonato il luogo e la pesante pietra, che chiudeva la tomba di Gesù, è rovesciata a terra.
Giovanni non entra nel sepolcro scavato nella roccia, aspetta Pietro, che arriva poco dopo ed entra per primo. Giovanni lo segue. Tutti e due, angosciati e in silenzio, vedono la tomba vuota e osservano i teli funerari, senza il cadavere, abbandonati sulla pietra dove era stato deposto il corpo del loro maestro. Il sudario, che avvolgeva la testa, si trova, invece, arrotolato a parte non con agli altri panni.
Giovanni potrebbe seguire il pensiero di Maria Maddalena, che aveva annunciato che il corpo era stato rubato, ma, vedendo la tomba vuota e i teli funerari abbandonati e riuniti in parte, ricorda le parole e la promessa di Gesù, e vede e crede.
Gesù è risorto! Non c’è dubbio, è veramente risorto.
Oggi, con Pietro e Giovanni corriamo e arriviamo anche noi davanti a questa grotta funeraria, osiamo entrare e in silenzio, guardiamo la pietra spoglia, la sindone, le bende. Lui non è qui. È risorto, come aveva previsto.
Noi, dopo duemila anni, vediamo e crediamo. Sui monumentali sepolcri di tanta gente importante e famosa della storia sta sempre scritto: qui giace… Nel sepolcro di Gesù invece è scolpita in greco, sulla pietra, la parola del primo annuncio: ‘E’ risorto!
Questo incredibile messaggio trasforma quelli che lo ascoltano, fa rifiorire in loro la certezza della sua presenza e fa risorgere la speranza.
Il Risorto fa fiorire la certezza che Egli è vivo.
Alla televisione hanno trasmesso il canto corale di un’assemblea numerosa di giovani con papa Francesco, in uno stadio dell’America Latina. Il canto ripeteva varie volte il ritornello con la frase in portoghese: Gesù è vivo. Si sentiva la voce entusiasta del papa che cantava con la folla queste parole nel ritmo di una musica appassionante e commovente.
Il papa Francesco, nella sua esortazione ai giovani dopo l’ultimo sinodo, ha messo come titolo precisamente queste parole: CHRISTUS VIVIT. Cristo vive. “Egli è la nostra speranza – scrive – ed è la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita… Lui vive e ti vuole vivo.” (CV 1).
La nostra fede sarebbe vana se Cristo non fosse risorto (1 Cor 15,17). Prendere Cristo solo come buon esempio del passato, come ricordo, come qualcuno che ci ha salvato duemila anni fa, non servirebbe a nulla, perché ci lascerebbe uguali a prima, non ci libererebbe (Cfr. CV 124). Ma Egli vive ed è Colui che ci colma della sua grazia, Colui che ci trasforma, Colui che guarisce e ci conforta. E’ qualcuno che vive, presente davvero nella nostra vita, in ogni momento, per riempirlo di luce. Così non ci saranno mai più solitudine e abbandono.
Un autore scrive: ‘E’ bellissimo ripercorrere nei Vangeli il succedersi delle manifestazioni del Risorto. Vicino a chi piange e ti chiama per nome. Vicino a chi cammina e prende il tuo passo. Vicino a chi dubita e conforta la tua fede. Vicino a chi cerca e dà significato all’ultima attesa del cuore. Vicino a chi ha paura e dice: non abbiate paura. E’ risorto e dunque è ancora più dentro, dentro la storia dell’umanità, fino ad essere nella storia di ciascuno di noi”. (Angelo Casati).
Egli vive e ci vuole vivi. Incontrarlo è pienezza di vita, fioritura, canto. "Innamorarsi di Dio – scrive sant’ Agostino - è la più grande storia d'amore; cercarlo è la più grande avventura; trovarlo è la più grande conquista."
Charles De Foucauld, che era un soldato e un viaggiatore, divenne un cercatore di Dio e poi monaco del deserto. Pregava così: "Padre mio, mi abbandono a te, fammi ciò che ti piace, ti do la mia vita, mio Dio, con tutto l'amore del mio cuore, perché ti amo.”
Un giapponese, un convertito al Vangelo, scrive: "Quando ho incontrato per la prima volta l'amore di Dio, la mia vita è stata trasformata e io ho visto l'oscurità della mia realtà improvvisamente colorata da un raggio di sole e ne ero abbagliato.”
Gesù risorto fa fiorire la speranza
Cristo risorto è far fiorire la speranza nella vita quotidiana e nel mondo.
Papa Francesco ci dice: "Seguiamo Gesù, ma soprattutto sappiamo che ci accompagna e ci carica sulle sue spalle: ecco la nostra gioia, la speranza che dobbiamo portare in questo mondo. Per favore, non lasciamoci rubare la speranza! "
Siamo preoccupati per la dura realtà di oggi: la fame nel mondo, le guerre, le sofferenze dei paesi poveri, l'immigrazione, squilibri tra Nord e Sud del mondo, il trionfo del libero mercato, il traffico di armi e di droga, la povertà crescente nei paesi, l'incoscienza dei responsabili, la mancanza di lavoro specialmente per i giovani, la guerra in Libia, l’incendio di Notre Dame de Paris…
Il duello tra vita e morte continua. Papa Francesco costruisce ponti, incontra uomini e donne di altre religioni, prega con loro, si fa costruttore di pace; altri innalzano muri tra palestinesi ed ebrei, tra Stati Uniti e Messico, predicano divisione e creano rivalità.
“Con la Pasqua a vincere non è la morte, ma l’amore e la vita... La speranza che ci è regalata e che ci è chiesta è speranza esagerata, è speranza da brividi, è speranza che scuote. Speranza straordinaria che ridà il colore e il calore ai giorni come la primavera. Speranza straordinaria quella di Pasqua perché ci regala la certezza di non essere mai da soli nel cammino della vita” (Mirko Bellora, da Chiesa viva)
Ci domandiamo:
Siamo uomini e donne di Pasqua, quelli che credono nel potere dell'amore di Dio, quelli che annunciano la grande verità: "Gesù è vivo", quelli che non hanno paura di prendere il largo, quelli che hanno incontrato il Signore con intelligenza, cuore e gioia di vivere?
Crediamo nella forza dell'amore?
Riempiamo la nostra vita con la gioia della Risurrezione? “Cristo non solo è il Risorto. Egli è la risurrezione, lo è per noi” e per il mondo.
Ma se nascondiamo la bandiera della speranza in tasca, diventa un semplice fazzoletto
Gesù è vivo e ci vuole vivi!
D.G. - Vicenza, 17.04.2019
PADRE PIETRO UCCELLI
La fama di santità lo accompagnò per tutto il resto della vita, anima semplice e di carattere allegro, era innocente e limpido, rimanendo così fino alla morte, avvenuta il 29 ottobre 1954 nella casa dei Missionari Saveriani a Vicenza, dove le spoglie sono conservate nella chiesetta attinente alla casa stessa di Vicenza.






