Quando amicizia saveriana e collaborazione pastorale hanno un'unica voce……
Scrivere dei Padri Saveriani è per me scrivere di un’Amicizia che si è venuta a creare in questi anni di frequentazione. La loro fattiva collaborazione pastorale delle parrocchie cittadine del Sacro Cuore, San Gottardo e Buon Pastore, di cui io sono parroco, è diventata una presenza importante e costante.
Un legame sicuramente determinato dalla figura di don Beppe Marano, di vocazione saveriana, da 13 anni vicario parrocchiale, con me, in queste parrocchie. In tutto questo, credo abbia giocato un po’ anche quella simpatia nata in me, verso i saveriani fin da ragazzino, quando in quinta elementare, avevo conosciuto p. Aldo Rottini venuto a Palmanova, dove stanno le mie origini, a predicare un quaresimale.
Mi aveva portato a vedere il seminario minore in via Monte San Michele (con grande irritazione del mio parroco); e in un compito a scuola dove la maestra ci chiedeva di raccontare i nostri sogni, avevo decisamente scritto che volevo diventare missionario. Poi chissà, forse l’influenza del parroco che mi voleva prete diocesano, forse non so che…, eccoci qua.
È con gratitudine, quindi, che scrivo queste righe. La presenza degli amici saveriani – accolti nelle nostre parrocchie con simpatia e gratitudine - ha permesso a me e a don Beppe, di rispondere sempre alle esigenze celebrative. Per noi diventa sempre più difficile riuscire ed essere efficienti da soli, avendo don Beppe anche la responsabilità pastorale del carcere, e a seguito delle situazioni d’emergenza, come quello determinato dal Covid.
Con la collaborazione pastorale è cresciuta fortemente quell’amicizia fatta di tanta reciproca stima, che ci permette di ritrovarci quanto più spesso possibile a condividere la mensa e, con la mensa, un confronto che intende essere d’aiuto nel cercare le strade migliori per annunciare Gesù Cristo oggi, dove il Signore ci ha chiamati.
Però! Scusate questo “però”! Non è qualcosa di negativo, ma la convinzione di un passo che ritengo fondamentale per il futuro della presenza saveriana nella nostra diocesi. È vero che una Collaborazione Pastorale, quella di Buttrio, è affidata interamente ai Saveriani. Ma per altre Parrocchie ci si sta ancora troppo accontentando di una collaborazione legata soltanto alla celebrazione dell’Eucaristia o al sacramento della Riconciliazione.
Perché non pensare ad una presenza più stabile, di chi ovviamente può per età e salute, nel contesto delle Collaborazioni Pastorali?
Significa che il Saveriano diventa uno dei presbiteri di quella collaborazione insieme agli altri presbiteri diocesani, con tutta la ricchezza del proprio carisma; non lì a “tappare buchi” ma a progettare e condividere la pastorale di quelle comunità.
Sarà possibile…..? Mentre ringrazio di cuore gli amici Saveriani, lo auguro per loro e per la nostra diocesi udinese!
Con affettuosa riconoscenza.
Don Roberto Gabassi







