Proseguimento del processo di pace per l'Est della RD Congo
(fonte: Rete Pace per il Congo, "Congo Attualità n. 506)
INDICE
1. IL PROSEGUIMENTO DEL PROCESSO DI PACE PER L’EST DELLA RDC
a. Gli Stati Uniti hanno proposto una bozza di accordo di pace tra la RDC e il Ruanda
b. Il mediatore e il gruppo di facilitatori dell’Unione Africana si sono incontrati a Lomé (Togo)
2.DOHA-WASHINGTON: IL FUTURO INCERTO DELL’M23
3. LA CRISI NELL’EST DELLA RDC: IL FUTURO DEL PAESE SI STA COSTRUENDO LONTANO DA KINSHASA?
4. I MINERALI DEL KIVU TRA ECONOMIA, GEOPOLITICA E INSICUREZZA
5. PARTENARIATO RDC-USA: IL RUANDA CONSIDERATO COME PIATTAFORMA CENTRALE DELL’ACCORDO!
6. LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REP. DEM. DEL CONGO
1. IL PROSEGUIMENTO DEL PROCESSO DI PACE PER L’EST DELLA RDC
a. Gli Stati Uniti, mediatore di pace nel conflitto tra la RDC e il Ruanda, hanno trasmesso ai due Paesi una bozza di accordo di pace.
Il 15 maggio, oltre tre settimane dopo la firma, a Washington, di una “dichiarazione di principi” da parte della Repubblica Democratica del Congo (RDC) e del Ruanda, gli Sati Uniti hanno trasmesso ad entrambe le parti una prima bozza di accordo di pace.
Sia a Kinshasa che a Kigali, le autorità dei due Paesi hanno confermato di averla ricevuta. Il documento è un tentativo di sintesi delle proposte presentate dai due Paesi all’inizio di questo mese. come previsto dalla “dichiarazione di principi” da essi firmata sotto l’egida degli Stati Uniti.
Il documento attualmente in fase di elaborazione prevede impegni concreti in materia di sovranità nazionale, integrità territoriale, sicurezza, cooperazione economica regionale, ritorno dei rifugiati e degli sfollati e un rinnovato appoggio alla missione delle Nazioni Unite nella RDC (MONUSCO).
Ma per ora non è ancora stato deciso nulla. Il testo è ancora in fase di elaborazione e sarà comunque oggetto di ulteriori discussioni. In caso di persistente divergenza sui contenuti del testo, la “dichiarazione di principi” prevede una riunione dei rispettivi ministri degli esteri a Washington, sotto la mediazione del Segretario di Stato americano. Per dare un nuovo impulso all’iniziativa, il consigliere senior del Dipartimento di Stato per l’Africa, Massad Boulos, ha telefonato personalmente al presidente congolese Félix Tshisekedi e al presidente ruandese Paul Kagame, per loro presentare le grandi linee del testo. Egli ha dichiarato che le due conversazioni sono state positive e costruttive, pur ammettendo che sarà difficile raggiungere un consenso.
Secondo quanto riportato, Kinshasa e Kigali hanno tempo fino al 18 maggio per presentare le proprie osservazioni e proporre eventuali emendamenti. Tuttavia, fonti da entrambe le parti ritengono che tale scadenza potrebbe essere troppo breve, data la delicatezza dei temi da affrontare, come la cooperazione commerciale sui minerali strategici e le questioni di sicurezza.
L’annuncio di questa bozza di accordo è avvenuto mentre gli Stati Uniti e la Repubblica Democratica del Congo stanno negoziando una partnership strategica sui minerali strategici. Secondo questo accordo di partenariato, attualmente ancora in fase di discussione, le società minerarie americane dovrebbero avere un accesso privilegiato alle risorse minerarie strategiche della RDC, tra cui il cobalto, il coltan e il litio. In cambio, gli Stati Uniti si impegnerebbero a fornire un’assistenza in materia di sicurezza, per aiutare la RDC a combattere i gruppi armati, tra cui il Movimento del 23 marzo (M23), che stanno destabilizzando l’est del Paese. Contemporaneamente, gli Stati Uniti e il Ruanda stanno negoziando un altro protocollo di partenariato economico, che prevede la trasformazione di questi minerali strategici di origine congolese da parte delle raffinerie di oro e coltan già operative in Ruanda.
Nello stesso tempo, circola un’altra bozza di accordo. Secondo quanto riferito, la proposta è stata avanzata a Doha dalle autorità del Qatar, che assicurano la loro mediazione nelle trattative in corso tra le delegazione del governo congolese e dell’M23. Si dice che il testo sia già stato presentato alle due delegazioni. Anche in questo caso, finora pochissime sono le informazioni diffuse sul contenuto di questo secondo documento.
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






