«Comunità Betania», Marore (Parma).
Con un bel gruppo di confratelli del IV° Piano della Casa Madre dei Saveriani abbiamo voluto passare un pomeriggio del tutto particolare. Il pomeriggio ce l’ha fatto vivere la grande curiosità che Suor Angelica ha saputo trasmetterci nelle sue visite che ci fa settimanalmente ci fa parlandoci più volte di Marore e della Comunità Betania.
Ed ecco l’occasione che premia l’interesse è nato in noi che avviene nel primo pomeriggio di questo 1° aprile 2025. Un pesce d’aprile del tutto particolare che ci fa scoprire una realtà che ha più di 40 anni e che anima la storia delle “cose belle” di questa città di Parma.
Don Luigi Valentini è il responsabile della struttura ed è lui ad accoglierci molto fraternamente e dirci di accomodarci all’interno del refettorio, là dove la comunità di Betania prende normalmente i pasti.
Poi, dopo esserci presentati singolarmente, é lui stesso che si presenta e ci presenta il suo cammino fino ad arrivare a questa Comunità «Betania» che lui ha voluto e che porta avanti con tanto entusiamo. E’ la sua creatura e si sente bene nel suo parlare.
«Avevo cominciato fin dalla mia presenza nella Parrocchia dell'Immacolata di Parma ad occuparmi delle problematiche del «Servizio Civile nel territorio» ed è lì che avevo creato un gruppo di giovani che facessero un servizio delle varie forme di povertà e di «scarto» che stavano spuntando a Parma e dintorni. Con loro era nata nel tempo negli anni 80' e con il documento della Chiesa Italiana dell’ottobre del 1981: "La Chiesa Italiana e le prospettive del paese" avevo maturato in me di dover portare avanti questa idea: «I Vescovi avevano detto chiaramente di «Ripartire dagli ultimi».
Mi ero posta la domanda allora. Ma chi sono gli ultimi in questa società parmense, in questa città di Parma?
E da qui che è nata «Betania» proprio qui a Marore. Mi diedi da fare. Seguii un corso sul «Il tema della droga» a Roma. E solo dopo qualche settimana cominciai con qui a Parma questo cammino che ha fatto nascere Betania e che attualmente accoglie ben 160 persone e fornisce questo servizio di accoglienza anche a scopo terapeutico e riabilitativo dalle tossico-dipendenze.
La Comunità Betania nasce in questo comprensorio parmense nel 1983. Il suo obiettivo è quello di occuparsi di persone ai margini della società, con problemi legati al mondo delle dipendenze, delle povertà e dell'immigrazione.
« Oggi, Betania, con le sue 11 sedi sparse sul territorio, gestisce:
►un programma terapeutico riabilitativo dalle tossico-dipendenze;
►una struttura per sieropositivi;
►un dormitorio notturno per profughi soprattutto ucraini.
Perché Betania non entra a far parte delle opere caritative della Chiesa?
La risposta di Don Luigi è netta e chiara : «lasciamo che Betania sia una porta che rimane aperta a tutti. Perciò ho sempre voluto che Betania fosse una casa laica, non legata alle strutture caritative diocesane. Per questo ho voluto fin dall’inizio che Betania potesse accogliere persone di diverse religiosità e culture.” Tutte le mattine programmiamo insieme la nostra reciproca e salutare convivenza. E tutte le mattine con i tanti volti delle persone che accogliamo e che hanno bisogno di una mano amica che li faccia sentire di famiglia.
Il sr. Nello, sposato con figlio segue la Comunità nel programma terapeutico ci comunica: “Il programma terapeutico ha circa 60 ospiti tossicodipendenti. La dipendenza non si può curare in pochi mesi, ha bisogno di tempo, ha bisogno di vicinanaza, ha bisogno di occupazioni. Non é facile trovare un lavoro. Bisogna
accompagnarli. E ciò fin dal carcere...”
Terminiamo il nostro incontro con un buffet che la Comunità ci offre e con un momento di preghiera nella bellissima Chiesetta dalle forme romanche e neo-romaniche dedicata a San Prospero.
E' stata una visita ricca ed arricchente!
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






