Come una magnifica cattedrale le cui colonne portanti sono ben salde, chiare, esigenti e tranquille, la donna possiede un animo retto e profondità di pensiero, intuizione e sensibilità d’animo, capacità di comprendere il cuore umano e desiderosa di imparare sempre, di approfondire ogni cosa interiorizzandola nel suo intimo.
Il suo dono è di essere generatrice di vita, con cuore umile, ma deciso. A differenza dell’uomo, la donna fin dalla sua adolescenza, ha più motivi di sofferenza e di disagio. Talvolta vorrebbe essere diversa e possedere la forza dell’uomo per difendersi dalle aggressioni o provocazioni, ma quando raggiunge la maturità di donna capace di maternità, comprende che la vera forza proviene dal di dentro, dalla propria interiorità. E’ allora, “nel mezzo del cammino di sua vita”, che decide di resistere, di iniziare un serio percorso di conoscenza e di consapevolezza della sua ricchezza interiore, della sua capacità riflessiva e della sua forte determinazione ad affrontare difficoltà, problematicità e sofferenze davanti alle quali l’uomo si ritira impaurito.
La sua forza è dentro di sé e si matura lentamente attraverso l’esercizio costante delle sue possibilità per non sentirsi inferiore all’uomo, come da sempre è stata considerata.
La donna del nostro tempo si sta emancipando, ma molto spesso commette l’errore di considerare “emancipazione” l’uguaglianza con l’uomo in tutto e per tutto. In tal modo, implicitamente dichiara che il suo modello è l’uomo e, inconsapevolmente, lo ritiene davvero superiore a sé. La vera emancipazione, invece, consiste nel considerare se stessa e sviluppare tutto ciò che potenzialmente sa fare, in una parola, di divenire se stessa. Deve guardare dentro di sé e accorgersi quanti doni e capacità sono in lei presenti e che è chiamata a svilupparli al meglio, perché supportata da una interiorità resistente, da una intuizione e sensibilità che va oltre il puro fare. Non vi è superiorità o inferiorità fra i due sessi, ma diversità e la diversità è un elemento positivo e utile, perché può essere trasformata in complementarietà.
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






