Quello che è emerso nelle elezioni legislative e presidenziali di quest’anno in Colombia è che circa metà del paese è andato al centrosinistra e poco più dell’altra metà non alla destra tradizionale o al centrodestra, ma all’estrema destra. Ancora quest’anno, il 4 ottobre, oltre 158 milioni di brasiliani saranno chiamati alle urne per eleggere il presidente, in una consultazione di importanza cruciale sia perché il Brasile è l’undicesima maggiore economia al mondo e da solo concentra un terzo del Pil latinoamericano, sia perché l’esito dello scontro tra i due principali candidati, l’attuale capo dello Stato, il progressista Luiz Inácio Lula da Silva, e l’ultraconservatore Flávio Bolsonaro, indicherà se l’ondata di estrema destra, che negli ultimi tre anni ha conquistato Salvador, Ecuador, Argentina, Cile, Honduras, Costa Rica, Bolivia, Perù e Colombia, può essere frenata o se è inarrestabile, garantendo la piena sottomissione del continente alla politica imperiale di Donald Trump.
Intervengono:
- Jairo Agudelo Taborda, docente di Relazioni internazionali presso l’Università del Norte a Barranquilla / Colombia;
- Mauro Castagnaro, giornalista, specialista di America latina, redattore di “Missione Oggi”;
- Roberto Cammarata, Università degli studi di Milano;
- Marco Dal Corso, collaboratore del CUM (Centro Unitario Missionario) di Verona.
Modera:
- Mario Menin, direttore “Missione Oggi”.