MIGRAZIONI / DAL PREGIUDIZIO AI PROCESSI DI CITTADINANZA
A cura di Franco Valenti
Con l’emergere della pandemia la graduatoria delle paure del popolo italiano ha subito un repentino rimescolamento. Al timore della disoccupazione e del degrado ambientale si è imposto il terrore di un contagio percepito inizialmente come inarrestabile. I timori connessi ai fenomeni migratori, attutiti negli ultimi mesi dell’anno scorso, sono tornati a galla solo per individuare l’eventuale untore straniero. Ma la richiesta di chiusura delle frontiere è stata beffata dalla scoperta che il virus era già arrivato attraverso le filiere della globalizzazione industriale proprio nel cuore della Lombardia. Il pregiudizio ha toppato alla grande. Non solo, appena la pandemia pareva perdere in virulenza e i raccolti primaverili richiedevano manodopera, tutti gli Stati europei si sono affrettati ad introdurre delle deroghe ai lockdown per importare lavoratori dall’Est Europa o dal Maghreb. Ciò nonostante ritornano a galla negli ambienti delle destre populiste e sovraniste le narrazioni distorte e mistificatorie di quello che rappresenta l'immigrazione. Tale deriva populista basata su programmi di deliberata disinformazione rappresenta la più bieca e fosca strumentalizzazione politica del tempo presente. È un virus più pericoloso del Covid-19. Contrastare un immaginario costruito artificiosamente per distorcere la realtà dei fatti necessita di strumenti utili e necessari per sostenere delle politiche di inclusione e di giustizia sociale a carattere universalistico. È quel che cerca di fare anche “Missione Oggi” con questo dossier dedicato al tema dei migranti tra realtà e immaginario.
Altri Video
Utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare la tua esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Leggi la nostra Informativa sulla privacy.