THAILANDIA / PERMANENTE INSTABILITÀ
L’8 novembre il Myanmar ha votato e scelto di consolidare il proprio cammino democratico, con il dialogo in corso tra il movimento guidato dal Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi e i militari che definirà il volto futuro del paese. Ai suoi confini orientali, tuttavia, un altro paese ha scelto dallo scorso anno di avviare un cammino regressivo, di restaurazione di poteri e privilegi tradizionali, sotto un controllo militare sempre più soffocante.
“Non si può negare che i Thai amino leader forti e decisi, ma è una sfortuna che molte delle decisioni dei leader assestino colpi mortali ai poveri”, ha scritto nel suo editoriale per il Bangkok Post del 12 novembre la giornalista Ploenpote Atthakor, che ha aggiunto: “Ancor più importante è che a oltre un anno dalla presa di potere, non…
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