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SULLA QUESTIONE ENERGETICA - BUKAVU, DRAMMA SENZA FINE

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Pubblichiamo una drammatica testimonianza che arriva dal Congo. Segue un botta e risposta fra Antonio Lumicisi, esperto del Protocollo di Kyoto per il ministero dell’Ambiente, e Marino Ruzzenenti, coautore del dossier sulla questione energetica.

SULLA QUESTIONE ENERGETICA

Ho ricevuto MO di ottobre e volevo farvi i complimenti per il dossier sulle questioni energetiche. È sempre bene parlare di queste cose. L'unico appunto che volevo fare riguarda quanto detto a pag. 31 nel paragrafo sul solare. Dal punto di vista dei costi, accomunare fotovoltaico ed eolico è fuorviante: il costo del kWh prodotto da eolico è attualmente competitivo con quello prodotto da fonti fossili. Quello da fotovoltaico ancora no, ma i progressi ci sono. Inoltre, se è pur vero che il fotovoltaico ha bisogno di essere sovvenzionato al momento ci sono degli utilizzi "di nicchia" che lo rendono comunque competitivo (rifugi di montagna, ecc.), oltre a possibili utilizzi estensivi quali nei PVS ove non esiste rete elettrica.

Non viene citato il solare termico che è ormai ultra-competitivo ed è scandaloso il livello di utilizzo nel nostro paese (il rapporto delle installazioni è 1:15 rispetto a paesi come la Germania dove di sole ce n'è sicuramente di meno che da noi).

Inoltre, c'è da ricordare che TUTTE le fonti fossili sono sovvenzionate. È questo il problema principale. Se mettessimo allo stesso livello le fonti tradizionali con quelle rinnovabili, vedremmo che le fonti di energia rinnovabili convengono di più. Ma questo forse non sarebbe accettabile da alcune lobby industriali.....

In ultimo, questa strumentalizzazione del black out fa veramente arrabbiare e concordo con il messaggio finale che scaturisce dal dossier che la strada del risparmio energetico e della riduzione degli sprechi è la strada più diretta da seguire. Ma qui servirebbero campagne serie di informazione e formazione. Con la PAEA (casa ecologica) ci stiamo provando. Vi farò sapere eventuali sviluppi positivi di un progetto che sto seguendo: il Centro per le Energie Rinnovabili a Roma.

  • ANTONIO LUMICISI, Roma.

Sono condivisibili le osservazioni critiche dell'amico Antonio. Del resto, in particolare nella seconda parte del dossier, non abbiamo avuto la possibilità di entrare molto nel dettaglio, per ragioni di spazio. Ad esempio non abbiamo neppure accennato alla questione controversa del recupero energetico da rifiuti, mentre anche il tema delle biomasse è stato trattato superficialmente. È auspicabile quindi un contributo approfondimento ulteriore sia sulle fonti rinnovabili che sulle pratiche
concrete di risparmio energetico, contributo che saremo ben felici di pubblicare.

  • MARINO RUZZENENTI, Brescia.

BUKAVU: UN DRAMMA SENZA FINE

Qui si parla di pace e di transizione, ma io vivo accanto a donne violentate e non ci credo. É difficile crederci finché i miliziani hutu continuano a cacciare come prede donne, ragazze e persino bambine e ad uccidere anche chi oppone resistenza.

Sto lavorando in un centro di soccorso a Bukavu. Le donne che vengono qui da Ninja mi dicono che tra poco questi hutu le mangeranno come carne perché non c'è più niente da rubare nei campi e nelle case, neanche i topi. Ieri è arrivata una bambina di cinque anni che non può più camminare perché indebolita da questa malattia e il suo corpo è tutto una piaga.

Ho pianto, non con lei, ma davanti al Signore. Non è possibile. Tutta un’umanità in agonia e nessuno può farci niente. Ci si sente impotenti. Spero un giorno di vedere i frutti delle nostre lotte. Solo che vorrei vederne un po’ anche adesso. Ho chiesto al Signore di  far vivere questa bambina, orfana di tutti e due i genitori, e in fin di vita.

Tutto questo mi sta stancando: è un accumulare di frustrazioni a non finire. Nello stesso tempo ho fede. Qualche cosa resterà nei cuori di queste donne che incontro, dell'amore di Gesù e della speranza.

M. N. -  Bukavu, Rd Congo.



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