Gli anni ‘70 segnano una svolta nelle migrazioni in Belgio e in Europa, fino ad allora considerate un fenomeno occasionale. C’era bisogno di braccia per le nuove richieste dell’industria. Governi come quello belga, francese, tedesco, immaginavano qualcosa di transitorio. Paradossalmente, pensavano così anche molti migranti. Anche la pastorale ragionava in questi termini. Lo testimoniano la costituzione apostolica di Pio XII “Exul familia”, del 1952, che instaura la “missio cum cura animarum” ovvero le parrocchie etniche e il progetto del vescovo di Tournai, del 1954, che invita a “riprodurre in Belgio per gli immigrati italiani la Chiesa italiana”.
I PRESUPPOSTI DI UNA PASTORALE INTERCULTURALE
Mi sono raccontato brevemente, per ribadire come le generazioni nate nel dopoguerra siano stat…
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