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STORIE DI BAMBINI VENDUTI A "TURISTI" DI PASSAGGIO

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Presentiamo l'inchiesta di R. O'Grady, fondatore e attuale presidente del progetto ECPAT¹ (End Child Prostitution in Asian Tourism), sulla prostituzione infantile in Asia.

"Venite con me a conoscere uno dei quartieri più famosi dell'Asia. Si chiama Patpong e, se non l'avete mai sentito nominare, significa che evidentemente non fate parte di quei cinque milioni di turisti che vanno in Thailandia ogni anno". Inizia così il libro-documento di Ron O'Grady, "Schiavi o bambini?" (Edizioni Gruppo Abele, 1995, Torino).

La sua è un'inchiesta sulla prostituzione infantile in Asia, sulla schiavitù di migliaia di bambini venduti soprattutto a "turisti" di passaggio, spesso persone comuni che nel loro paese conducono un'esistenza apparentemente rispettabile nell'appartamento della porta accanto. "Non è una storia piacevole", mette subito in chiaro l'autore nell'introduzione. "Parla infatti della bramosia e dell'egoismo della gente di molte nazioni, ma soprattutto parla delle giovani vittime costrette ad una vita di sofferenza e ad una morte prematura".

E' però una storia che bisogna assolutamente raccontare - anche se è doloroso - perchè l'indignazione dell'opinione pubblica costringa le autorità ad intervenire e a difendere i bambini dai loro aguzzini. Il silenzio non è un'alternativa.

Ma che c'entra il turismo con la prostituzione o con la pedofilia?

O'Grady parte da questo presupposto: e cioè che il turismo è un'autentica fabbrica di sogni, che dà al ceto medio dei paesi occidentali la possibilità di vivere da re. Anche se i turisti, nei loro luoghi d'origine, percepiscono un misero stipendio, possiedono un conto in banca insignificante e svolgono un lavoro noioso e umile, appena arrivano in un paese povero assumono l'aria da padroni. Quest'atteggiamento è particolarmente evidente rispetto al fenomeno della prostituzione. Thomas, pedofilo americano, è un falegname e viaggia "per turismo" nelle Filippine e in Thailandia, appena se lo può permettere. "A Bangkok - dice - c'è un locale pieno di ragazzini con i quali puoi fare tutto ciò che vuoi"². Il significato è chiaro: il turista compra uno schiavo. Per alcune ore, allo schiavo viene richiesto di fare qualsiasi cosa il turista-padrone desidera. 

Nel complesso mondo economico dominato dalla legge della domanda e dell'offerta, insomma, il turista deve spendere e consumare: la forma più estrema di consumo è l'acquisto di un altro essere umano; attività che raggiunge la sua massima aberrazione nella prostituzione infantile.

I bambini diventano, quindi, una delle tante merci sul mercato.

"Sono come le biciclette a nolo nelle località di mare", si esemplifica nel testo, "il proprietario originario le vende a un commerciante il quale le noleggia fino a che, usate dai turisti senza alcun riguardo, diventate inutilizzabili, vengono buttate via". Ma che ne è del nostro mondo, se persino le creature più indifese - appunto, i bambini - si possono vendere e comprare come merci qualsiasi?

Dall'India al Bangladesh, dal Vietnam alle Filippine: è chiaro che la situazione attuale è diventata ormai insostenibile. Intollerabile.

Per prima cosa, è necessario che la comunità internazionale e i singoli paesi reagiscano legiferando in materia. Ma una buona legge non è ancora sufficiente. Bisogna che tutti - la polizia locale, i tribunali, ecc. - si impegnino a farla rispettare. Le procedure per l'estradizione di stranieri coinvolti, poi, dovrebbero risultare molto più spedite. Inoltre può essere determinante il contributo dei mass-media (nell'informazione), degli operatori sociali, delle comunità religiose, delle ONG (nei progetti di recupero rivolti ai ragazzi/e). Ma è tempo che anche le agenzie di viaggi e i tour operators adottino una politica responsabile e rispettosa verso i paesi ospiti; pena il ritiro della licenza, ad esempio, per eventuali accenni nei propri dépliants alla possibilità di avere rapporti sessuali con i bambini.

ALESSANDRA GARUSI.

¹ La campagna ECPAT, promossa inizialmente dalla Ecumenical Coalition di Bangkok e da questa successivamente staccatasi, vede impegnati dall'89 oltre 200 organismi in 23 paesi del mondo. Per le iniziative di ECPAT/Italia, nata nel '94, rivolgersi a Mara Gattoni: c/o Terra Nuova - via Urbana, 156 - 00184 Roma; tel. 06/4819183 e fax 06/4747599.

² R.L. Aguado, "Metro News" (Manila), 3.5.1988.


UN CRIMINE CONTRO L'UMANITA'

In questo contesto, la prostituzione infantile rappresenta la perdita totale dei valori umani, la distruzione stessa del nostro futuro come specie, un atto di profanazione estrema. E' come dichiarare che i desideri personali ed egoistici hanno il sopravvento persino sull'istinto di conservazione della specie umana.

Tutto ciò vi sembra eccessivo? Se aveste incontrato una donna già vecchia a tredici anni, costretta a sopportare ogni genere di abuso e a prostituirsi per venti centesimi, che aspetta solo la prima occasione per farla finita e se moltiplicaste l'esperienza di questa ragazzina per cento, per mille, per diecimila, probabilmente vi rendereste conto che stiamo davvero parlando di un crimine contro l'umanità.

RON O'GRADY.



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