QUESTIONE DI STILE E DI... AMORE
Nei primi capitoli del suo Vangelo, Luca ci racconta spesso di Gesù che insegna: nelle sinagoghe della Galilea, a Nàzaret, a Cafàrnao, dalla barca di Simone ormeggiata lungo il lago, in un luogo pianeggiante...
Anche se non ci riporta tutti i (lunghi) discorsi tipici di Matteo, Luca narra di come Gesù dedichi non poco tempo all’insegnamento. Non va in cerca di fans, ma di discepoli; per lui è importante non solo fare esperienza, ma anche capire. Per questo coglie ogni occasione per spiegarsi, per chiarire, per annunciare; come quel giorno che a casa di un fariseo si presenta una donna in atteggiamenti abbastanza imbarazzanti. Anche questa è un’opportunità.
A CASA DI UN FARISEO
I farisei: chiunque abbia un po’ di familiarità con i Vangeli, probabilmente ha una brutta opinione su di loro; sono infatti spesso bersaglio dei rimproveri di Gesù. Storicamente, erano persone che cercavano di osservare i comandamenti e tutte le altre tradizioni nel modo migliore possibile.
Purtroppo a volte capita che chi si impegna tanto per rimanere fedele alle norme finisca col diventare critico verso chi invece non le osserva più di tanto. Da come ce ne parlano i Vangeli, infatti, i farisei non perdonavano a Gesù di essere troppo “buono” con i peccatori; di non essere abbastanza severo nei loro confronti.
Pensiamo a quando Gesù si è fermato a casa di Levi, il pubblicano; “i farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?” (Lc 5,30). Comunque, Gesù non è tipo da costruire fossati o alzare barriere. Quando un fariseo lo invita a casa, accetta l’invito e si siede a tavola con lui.
IL PROFUMO DEL VANGELO
Leggiamo l’inizio del brano che ci accompagnerà oggi:
Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo (Lc 7,36-38).
In quei tempi non si mangiava seduti a tavola; alla lettera, Luca scrive che Gesù si è “sdraiato” in casa del fariseo. Si usava così, nei pranzi ufficiali: le portate stavano al centro, appoggiate su un tavolo basso o su delle stuoie; gli ospiti si disponevano a raggiera, sdraiati su un lato (su tappeti o divani), con il volto rivolto verso il centro e i piedi all’esterno. È un po’ scomodo per noi; ma era la moda.
Comunque, si riesce facilmente ad immaginare una donna che, mentre tutti stanno mangiando e conversando, da dietro, senza dare troppo nell’occhio, si avvicina a Gesù; scoppia in pianto e con le lacrime gli bagna i piedi; li asciuga con i capelli; li bacia; li cosparge di olio profumato. Notiamo quanto è concreto questo passaggio di Luca; non dice una parola, la donna; parlano le sue azioni. Anche se, a dire il vero, si tratta di azioni eloquenti fino ad un certo punto, perché non è chiaro quale sia il loro significato.
Negli anni i lettori hanno dato le spiegazioni più disparate: c’è chi dice che sta esprimendo pentimento; chi invece parla di una gioia incontenibile, che sfocia nelle lacrime; c’è perfino chi legge nelle sue azioni un rituale di seduzione, con cui avrebbe cercato di mettere in cattiva luce Gesù.
Come capire qual è l’interpretazione giusta? A questa domanda c’è una sola risposta: continuando a leggere il brano. Perché Luca molto spesso fa così: lascia che siano i personaggi del racconto a spiegare il senso di quello che sta accadendo.
SUSCITA INTERPRETAZIONI DIVERSE
E infatti le spiegazioni non tardano. Il primo a dare la sua interpretazione è il fariseo; poi è il turno di Gesù. Leggiamo:
Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: “Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!”. Gesù allora gli disse: “Simone, ho da dirti qualcosa”. Ed egli rispose: “Di’ pure, maestro”. “Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?”. Simone rispose: “!Suppongo sia colui al quale ha condonato di più”. Gli disse Gesù: “Hai giudicato bene”. E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: “Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco” (Lc 7,39-47).
Poco prima di recarsi dal fariseo, Gesù era passato per il villaggio di Nain, dove aveva resuscitato il figlio di una vedova. Non è cosa di tutti i giorni; e infatti l’esclamazione delle folle non si era fatta attendere: “Un grande profeta è sorto tra noi” (Lc 7,16).
Ma il fariseo pensa il contrario: questo qui non è un profeta, perché non sa che la donna che lo sta toccando è una peccatrice (sottinteso: se lo sapesse non le permetterebbe di toccarlo). Possiamo definire il suo ragionamento con un aggettivo soltanto: superficiale. Nel senso che vede solo la superficie: della donna sa solamente quello che tutti in città dicevano (è una peccatrice), delle sue azioni percepisce solo quello che si vede dall’esterno (sta toccando Gesù).
Il fariseo rimane sulla superficie; Gesù scende in profondità.
TRA IL SUPERFICIALE E CHI SCENDE IN PROFONDITÀ
Il ragionamento di Gesù non è semplice da seguire; è un po’ articolato. Vediamo se riusciamo a non fare confusione.
Prima di tutto comincia da lontano, con una parabola: caro Simone (così sappiamo come si chiama il fariseo: Gesù non ama le etichette, quando parla con le persone), immagina un tale che ha due creditori; uno gli deve cinquanta denari (tremila euro?), l’altro cinquecento; lui decide di condonare entrambi. Chi dei due gli sarà più riconoscente? Chi lo amerà di più? La risposta è ovvia, non occorre neanche pensarci: quello a cui è stato condonato di più. Bene.
Ora guarda questa donna (non dice “questa peccatrice”, ma “questa donna”; anche per lei, niente etichette); guarda bene quello che ha fatto verso di me: ti sembra normale che mi abbia lavato i piedi con le lacrime, che me li abbia asciugati con i capelli, cosparsi di profumo e baciati?
Se fossero azioni normali le avresti fatte anche tu, quando sono entrato a casa tua; invece no, non è normale: quello che la donna ha fatto è di più, è espressione di amore, di un amore grandissimo. Ti dirò di più – continua Gesù a Simone; questo amore così grande è frutto del perdono che ha ricevuto, e per il quale è venuta a ringraziare. Se guardi la superficie, vedi una peccatrice: è quello che tutti dicono, in città; ma se sai vedere in profondità, vedi una donna riconciliata. Era una grande peccatrice, ma ora di grande c’è solo il suo amore.
LA MISSIONE: QUESTIONE DI STILE
Mi rendo conto che la spiegazione questa volta è stata un po’ complicata. Il brano non è facile, ma vale veramente la pena di essere letto. Perché ci dice una cosa grande. Prima però leggiamo gli ultimi versetti:
Poi disse a lei: “I tuoi peccati sono perdonati”. Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: “Chi è costui che perdona anche i peccati?”. Ma egli disse alla donna: “La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!” (Lc 7,48-50).
A guardare con gli occhi del fariseo, ecco cos’è accaduto quel giorno in casa sua: mentre stavano mangiando, una peccatrice si è avvicinata a Gesù e si è permessa di toccarlo. Che sfacciata! Anzi, che sfacciato lui, che non gliel’ha impedito.
Ma poi Gesù stesso ci prende per mano e ci accompagna sempre più in profondità, perché vediamo con i suoi occhi. Il panorama è totalmente diverso: incontriamo una donna che, riconciliata con Dio, è capace di esprimere un amore così grande da essere incontenibile; il perdono fa questo effetto. Di più ancora: dice Gesù che alla base di tutto c’è in lei una fede grande: “la tua fede ti ha salvato”.
Cosa centra questo brano con la missione? Forse ci ricorda che non è sufficiente il contenuto dell’annuncio; è importante anche lo stile. Che sia quello di Gesù: di chi non si ferma al sentito dire, ma guarda in profondità; di chi non giudica l’apparenza, ma vede la persona.







