PAULO EVARISTO ARNS / UN FIGLIO DEL CONCILIO
Dom Paulo Evaristo Arns, cardinale arcivescovo emerito di São Paulo, oggi novantaduenne, è conosciuto a livello internazionale come letterato, teologo, patrologo, profeta della metropoli paulista, difensore della persona umana nei confronti della dittatura militare e un umile frate francescano, assunto come fratello universale per il suo amore perseverante e fecondo in 27 anni di episcopato.
Ma pochi sanno che una delle sue più grandi qualità è stata quella di realizzare le decisioni del Concílio Vaticano II.
Dom Paulo è uno dei figli del Concílio e un pastore fedele nella sua applicazione pastorale coi poveri. Nato in una famiglia di coloni tedeschi nel sud del Brasile il 14 settembre 1921, decise di seguire il cammino della vita religiosa nell’ordine dei frati francescani. Fu ordinato prete il 30 novembre 1945. Compì studi accademici alla Sorbona, difendendo nel 1952 la sua tesi sulla Tecnica del libro secondo San Gerolamo.
Dom Paulo fu segnato dal pensiero della Nouvelle Théologie, in particolare dai teologi gesuiti e domenicani come Jean Daniélou e Yves Congar, che leggeva come se mangiasse "pan dolce di Santa Catarina", e prese l’abitudine di ascoltare le conferenze di François Mauriac, Paul Claudel, Jean-Paul Sartre, nonché di approfondire i testi delle lezioni di Emanuel Mounier e Henri De Lubac.
Tornato in Brasile, insegnò fino a essere consacrato vescovo ausiliare di São Paulo il 3 luglio 1966, sette mesi dopo la conclusione del Vaticano II. Sarà fatto arcivescovo metropolitano il 1º novembre 1970 ed elevato a cardinale il 5 marzo 1973. Eserciterà la carica di arcivescovo paulista ininterrottamente per 27 anni fino alla rinuncia nel 1998 e a lui succederà dom Cláudio Hummes.
LA DIFESA DEI DIRITTI UMANI DURANTE LA DITTATURA
È stato una figura centrale della Chiesa brasiliana nel periodo dal 1964 al 1985, quando, durante la lunga epoca della dittatura, si distinsue nella ferma e pacifica difesa dei diritti umani di persone di qualsiasi nazionalità, ideologia o gruppo politico e sociale. Difensore della vita e della persona, assunse come impegno della propria vita il lemma del suo stemma episcopale e cardinalizio: Di speranza in speranza. Risuona qui chiaro il suo legame con la Gaudium et Spes. Gran cancelliere della Pontificia Università cattolica di São Paulo (Puc-Sp), accolse professori che il regime militare aveva pensionato, perseguitato o consurato, come Florestan Fernandes, Ottavio Ianni e Paulo Freire.
Dom Paulo ha applicato concretamente ogni parola del documento Dignitatis Humanae, della Nostra Aetate e, soprattutto, delle sfide proposte dall’Ad Gentes.
Membro di diverse commissioni internazionali dei diritti umani, in particolare della Commissione internazionale indipendente dell’ONU per le questioni umanitarie, è stato insignito della Legion d’Onore dal governo francese per la sua testimonianza di vita a favore degli impoveriti e della giustizia sociale. Possiede 23 titoli di dottore honoris causa ricevuti in Brasile e all’estero, tra cui spicca il dottorato in diritto concessogli dall’Università di Notre Dame, negli Stati Uniti, nel 1977, insieme al presidente Jimmy Carter. Ha ricevuto 34 cittadinanze onorarie.
Come cardinale subì durissime pressioni per il suo impegno a favore di ogni persona nelle terre latinoamericane
Attuò un governo collegiale e si impegnò senza sosta per costruire una Chiesa aperta agli uomini e alle donne che vivono nella città cosmopolita un nuovo modo di pensare e agire, come vera Chiesa Popolo di Dio in cammino. Dom Paulo ha incarnato nella Chiesa locale ciò che era stato promulgato dai padri conciliari nella Christus Dominus e nella Lumen Gentium.
CONTRO LE DITTATURE IN DIFESA DEL POPOLO
Patrocinò l’edizione del best-seller "Brasil, nunca mais", che descrive i sotterranei della dittatura e le sofferenze patite da centinaia di barsiliani torturati clandestinamente dai militari. Grazie a questa opera non è andata perduta la memoria dell’ignominia praticata contro la persona in Brasile. La trasmissione delle sue omelie alla Radio Cattolica 9 de Julho fu vietata da un’arbitraria decisione del generale presidente, che interruppe il diritto democratico di opinione per 26 anni, cioè praticamente per tutto il tempo del suo episcopato.
Istituì la Commissione Giustizia e pace e il Centro Santo Dias da Silva, formati da eminenti giuristi, molti dei quali provenienti dall’Azione cattolica e segnati anch’essi dal personalismo di Jacques Maritain. Questi uomini e queste donne lottano ancora oggi contro l’impunità e la violenza della polizia. Ricevette 29 medaglie, tra cui spiccano quella di Grande ufficiale dell’Ordine El Sol del Perú, dal governo peruviano, nel 1972 e, quella della Gran Croce dell’Ordine di Bernardo O'Higgins, dal presidente dal Cile, assegnata nel 2000 e consegnata l’anno dopo, per la difesa della vita di cittadini cileni perseguitati dalle dittature brasiliana e cilena.
Fece della sua Curia il rifugio di tutti gli esuli e perseguitati come il buon samaritano, il quale crede della parola che è verità e vita. Come nessun altro dom Paulo fece sì che la Dei Verbum fosse amata e conosciuta.
“CARDINALE DEI POVERI”
La sua costante presenza nelle comunità della periferia con parole coraggiose in difesa delle donne, degli abitanti della favelas, dei bambini e di chi vive in strada gli valsero continue campagne di diffamazione da parte di poliziotti e persone della destra brasiliana.
Basti ricordare che quando il bambino Joílson de Jesus morì ammazzato di botte da un avvocato nel Largo de São Francisco, dom Paulo Evaristo celebrò una Messa nella cattedrale e un famoso giornalista radiofonico chiamò la popolazione della città ad andare alla cattedrale per picchiarlo. Per fortuna la voce del pastore prevalse:
“Una persona vale più di tutto l’oro del mondo e chi la tocca ferisce lo stesso Dio creatore”, disse il profeta.
Questa è la teologia che fonda il suo pensiero. Un umanesimo cristiano che beve alle fonti dei Vangeli, passa per la patristica e assume fino in fondo le decisioni del Concílio Vaticano II. Proclamare la dignità della persona sui tetti. Questo è quanto chiede la Inter Mirifica come compito fondamentale di ogni comunicatore cristiano. Predicare con la vita e la testimonianza. Accolse nella sua Cattedrale in piazza della Sé innumerevoli leader musulmani, ebrei, buddisti, evangelici, afrobrasiliani e lo stesso Dalai Lama.
Come riconoscimento della sua azione a favore dei rifugiati ha ricevuto nel 1985 il Premio Nansen dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur). Sempre attento alle cause del popolo brasiliano è stato un ardente difensore della riforma agraria e dell’effettiva partecipazione del popolo nella scelta di candidati che difendessero con la vita gli aneliti più profondi della gente.
Sempre e in modo indipendente valorizzò la partecipazione dei laici alla vita politica, sindacale e associativa a livello di quartiere, nonché a organizazioni sociali a favore della cittadinanza e della comunicazione. Lottò ardentemente a favore di un voto consapevole e di un’educazione di base. Si identificò sempre con la Teologia della liberazione, difendendo la Chiesa dei poveri preconizzata dai padri al Concílio Vaticano II.
Tra i 51 libri da lui scritti ne evochiamo tre che manifestano il suo pensiero umanista: I poveri e la pace prima di tutto, Borla, Roma, Italia, 1987, Von Hoffnung zu Hoffnung. Vortragre, Gesprache, Dokumente, Patmos Verlag, Dusseldorf, Germania, 1988; Conversa com São Francisco, Paulinas, São Paulo, 2004. La Puc-Sp, invasa due volte dalle forze di sicurezza della dittatura militare, trovò in dom Paulo la incrollabile che diede e alla preside Nadir Kfoury e ai suoi vicepresidi il coraggio di affrontare i prepotenti. Fu un momento drammatico che forgiò una generazione e un simbolo imperituro. La Puc-Sp, sede di accellenza accademica, deve a dom Paulo l’aver accolto professori di tutte le scuole di pensiero senza alcun oscurantismo nè dirigismi esterni.
Questo è dom Paulo, il cardinale dei poveri, uomo fedelissimo al Concílio Vaticano II e al suo Spírito rinnovatore. Un vescovo, figlio del Concílio in pensiero, parole e opere.






