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PAKISTAN / LEGGE ANTI-BLASFEMIA VERSO LA REVISIONE?

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Per aderire al dettato costituzionale del Pakistan, che prevede che tutte le leggi debbano ispirarsi ai principi islamici, il generale golpista Zia ul-Haq nel 1986 introdusse nel codice penale alcuni articoli noti come “legge anti-blasfemia”. Non dissimili dai provvedimenti introdotti in altri paesi a base confessionale, tali norme sono diventate ragione e strumento di persecuzione verso i musulmani moderati, la setta islamica eterodossa degli Ahmadiyya, cristiani, indù, sikh e buddhisti, con conseguenze assai gravi, rese ancor peggiori dall’assoluta arbitrarietà con cui sono state e sono tuttora applicate. È infatti sufficiente la denuncia di un musulmano, confermata da una guida religiosa, per indurre la polizia ad aprire un’indagine per un reato che prevede pene severe. Agli occh…

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