Milano / Una Chiesa in dialogo
GRAZIE AL PAZIENTE IMPEGNO DI QUESTI ANNI, ORA POSSIAMO DIRE DI ESSERE PASSATI DALLA FASE DELLA “PRIMA CONOSCENZA” A QUELLA DELLA “FIDUCIA”, ALMENO CON LA MAGGIOR PARTE DELLE REALTÀ MUSULMANE PRESENTI NELLA DIOCESI AMBROSIANA. ORA LE RELAZIONI SONO PIÙ FACILI, CI SI CONOSCE MEGLIO, CI SI FIDA GLI UNI DEGLI ALTRI, I RAPPORTI SONO PIÙ SCIOLTI, NON SI TEME DI AFFRONTARE LE DIFFERENZE E LE DIVERGENZE.
Ho già descritto, in “Missione Oggi” del mese di ottobre 2007, la pastorale per il dialogo interreligioso della Chiesa di Milano. Racconterò ora degli sviluppi del nostro lavoro, anche a livello di Forum delle Religioni, che avevo solo citato nel precedente articolo.
DALLA “CONOSCENZA” ALLA “FIDUCIA”, UN PASSO AVANTI
Grazie al paziente impegno di questi anni, ora possiamo dire di essere passati dalla fase della “prima conoscenza” a quella della “fiducia”, almeno con la maggior parte delle realtà musulmane presenti nella diocesi ambrosiana. Ora le relazioni sono più facili, ci si conosce meglio, ci si fida gli uni degli altri, i rapporti sono più sciolti, non si teme di affrontare le differenze e le divergenze. Questa reciproca fiducia permette e richiede un lavoro più approfondito ai vari livelli. Si cerca cioè di capire sempre meglio, al di là dei termini che possono sembrare uguali nelle due religioni, ciò che ogni religione intende, professa e vive realmente. Ad esempio ci si confronta su cosa musulmani e cristiani rispettivamente intendono quando si parla di Dio, di Gesù Cristo, di libertà religiosa, di democrazia di laicità e simili.
Questa ricerca di chiarezza avviene da sempre, altrimenti non ci sarebbe mai stato incontro, dialogo. Ora, instaurata la fiducia, si può lavorare sempre più in profondità e soprattutto con maggiore libertà. E non è poco, se si tiene presente la confusione che spesso ancora si riscontra a proposito dei valori accennati, anche nei media. Il significato dato ai termini, la comunicazione, intesa come vera comprensione del pensiero, generano ancora confusione che ostacola il dialogo creando incomprensione e favorendo superficialità e sincretismo. Anche lo sforzo formativo è volto a rendere capaci di chiarezza e approfondimento, nella massima reciproca libertà. Così che ogni operatore pastorale o semplice fedele possa essere abilitato ad aprirsi ad un vero dialogo nell’ambito in cui svolge il suo impegno o semplicemente là dove si trova a vivere, testimoniando la sua fede.
IL “FORUM DELLE RELIGIONI” DI MILANO
Sulla scia di altre iniziative simili, sia pure con genesi e fisionomie diverse, già presenti in altre città italiane, gli operatori pastorali del settore hanno sentito il desiderio e la necessità di un Forum delle Religioni anche per Milano. Così, dopo anni di contatti, incontri, riunioni, preghiera e collaborazione si è giunti il 21 marzo 2006 alla firma dello Statuto del Forum delle Religioni a Milano.
L’avvenimento che ha segnato l’inizio della storia del Forum delle Religioni a Milano risale però al 25 ottobre 2000, quando per l’annuale appuntamento, organizzato anche a Milano per rivivere l’indimenticabile incontro interreligioso del 1986 ad Assisi, l’arcidiocesi milanese rivolse ad ogni comunità ed organizzazione religiosa presente in città e alle altre confessioni cristiane, l’invito di potersi ritrovare tutti allo stesso titolo e intorno allo stesso tavolo, allo scopo di pensare e programmare, promuovere e realizzare un’iniziativa a livello cittadino, che fosse “interreligiosa” fin dal suo inizio e dalla sua impostazione.
In piena e paritetica collaborazione venne elaborato un programma di incontro pubblico (con interventi su L’accoglienza dell’altro via alla pace di D. Teundrup, R. Sirat, M. Bashir alBani, C.M. Martini, in rappresentanza di buddhisti, ebrei, musulmani e cristiani) e fu redatto un Appello alla città, che sulla civica piazza di S. Angelo venne solennemente firmato da diversi leader religiosi di Milano e consegnato al Sindaco.
Il positivo risultato dell’evento e la fecondità del metodo sperimentato hanno confermato la volontà di continuare sulla strada intrapresa: già il giorno successivo fu offerta ai leader religiosi di Milano una qualificata presentazione di World Conference on Religion and Peace, cui si è ispirato il successivo cammino. Infatti, soprattutto nel periodo 2001-2004, si è privilegiato il processo di costituzione di una sezione milanese di Religions for Peace. Con essa è stato possibile promuovere alcune iniziative qualificate nella loro dimensione interreligiosa. In questa ottica si possono menzionare alcune veglie interreligiose di preghiera, a cominciare da quella intitolata Religioni a Milano per la Pace e organizzata l’11 ottobre 2001, un mese dopo gli attentati terroristici negli Usa. Gli stessi annuali incontri del 27 ottobre e diverse altre iniziative sisono avvalse della collaborazione interreligiosa dapprima di Religions for Peace e poi del gruppo di lavoro impegnato nella costituzione del Forum delle Religioni a Milano. Infatti dal giugno 2004 si è dato l’avvio al processo di costituzione del Forum con lo scopo di integrare le funzioni della sezione milanese di Religions for Peace, alla quale i soci, anche se qualificati rappresentanti delle proprie religioni, aderiscono solo a titolo personale.
Con la costituzione del Forum delle Religioni a Milano si intende invece offrire alla città la presenza e il servizio di un organismo interreligioso, in cui le religioni siano rappresentate attraverso l’adesione non di singole persone, ma delle stesse organizzazioni e comunità religiose formalmente costituite. Per questo lo statuto, inteso come carta d’intenti, viene sottoscritto da ogni firmatario a nome del singolo soggetto di cui è responsabile o che lo ha deputato a rappresentarlo. Hanno aderito: la Comunità ebraica, alcune Associazioni buddhiste, Cristiani cattolici, alcune Associazione cattoliche, Avventisti, Evangelici, Protestanti, alcune Comunità musulmane. La cerimonia della firma è stata ricca di simboli, il più significativo il gesto dell’acqua: all’inizio il rappresentante di ogni area religiosa ha versato dell’acqua in un recipiente, quindi le acque si sono mescolate, al termine, ognuno ha ripreso l’acqua così mescolata da portare come segno nella propria comunità.
Ogni anno si ricorda la data della firma dello Statuto in una cerimonia pubblica e si cambiano i simboli. Dall’acqua si è passati all’ulivo (ai presenti è stato dato un ulivo-bonsai) e poi all’aria (è stato distribuito un flauto), quest’anno saranno i frutti. I simboli sono eloquenti, non richiedono spiegazioni e sono adatti per ogni area religiosa. Ogni anno il 27 ottobre, presso il Convento di Sant’Angelo dei Frati Francescani in Milano, il Forum, e relativi fedeli sempre più numerosi, si ritrova per ricordare e rivivere lo spirito del famoso Incontro Interreligioso diAssisi, e ogni anno si sviluppa un tema, che viene presentato, e per il quale si prega. È evidente l’importanza che in una grande città come Milano gli esponenti delle varie Religioni presenti in città e dintorni abbiano aderito a questo organismo così specifico e davvero interreligioso, che è diventato un significativo referente anche per la società civile. Ad esempio, abbiamo iniziato, insieme, a metterci a disposizione di scuole e enti che desiderano conoscere meglio le religioni presenti sul nostro territorio.
Abbiamo altresì risposto alla richiesta del Sindaco di Milano accettando di collaborare al progetto di un incontro internazionale per celebrare nel 2013 i 1700 anni del Rescritto di Licinio e Costantino (Milano 313 d.C.). Inoltre i fedeli delle singole aree religiose vengono “formati” a vivere gli scopi del Forum nella vita quotidiana, nelle loro relazioni familiari e sociali.
È il dialogo dei “piccoli passi”, della gente comune che forma il tessuto della società e che realizza la Pace.
Forum delle Religioni
LO STATUTO IN SINTESI
Le Comunità religiose e le Organizzazioni religiose presenti a Milano di tradizione buddhista, cristiana, ebraica e musulmana, che sottoscrivono il presente documento si costituiscono in Forum delle Religioni a Milano (FRM).
SCOPI
1. Approfondire la mutua relazione e progredire nella reciproca accoglienza, nella conoscenza dei fondamenti teorici e delle prassi di ciascuna comunità.
2. Promuovere la cultura del dialogo, della solidarietà e della pace.
3. Favorire il confronto sulle tematiche di comune interesse in rapporto all’interazione con la società civile.
4. Esprimere un punto diriferimento significativo delle tradizioni religiose presso gli enti locali e le istituzioni civili. 5. Promuovere la tutela della libertà di culto, di religione e di fede e impegnarsi contro ogni forma di discriminazione religiosa.
ADERENTI
La partecipazione al FRM avviene in rappresentanza delle singole Organizzazioni e Comunità religiose e non a titolo personale.







