MIGRANTI E RIFUGIATI / UNA SFIDA GLOBALE
Una serie di tragedie, causate da derive islamiste e disagio psicosociale, sta seminando odio, paure, sospetti incrociati e un senso di impotenza che avviluppano il dibattito su migranti, richiedenti asilo e rifugiati, che vivono già in Europa o che bussano alle sue porte semichiuse.
Le politiche degli Stati balbettano e le uniche voci obiettive di fronte a un fenomeno travolgente, come la globalizzazione della mobilità umana, sono quelle di papa Francesco e degli economisti di mezzo mondo, attori con interessi spesso agli antipodi, ma estremamente legati alla concretezza di questo smisurato fenomeno.
I trend demografici dei paesi a sviluppo avanzato e la crescente necessità di un ricambio generazionale per società segnate da un inarrestabile invecchiamento, nonché il bisogno di coprire innumerevoli mansioni nella cura di molte fragilità psicofisiche e nei lavori usuranti e, talvolta, umilianti, necessitano di un nuovo capitale umano in grado di mantenere un livello di benessere garantito solo, anche nelle società ricche, da schiere di lavoratori stranieri.
Sicuramente non mancano aspetti problematici negli spostamenti di popolazioni che si insediano in nuovi contesti socioculturali, innescando una duplice fatica di adattamento che coinvolge sia i nuovi arrivati sia gli autoctoni.
La disposizione mentale a comprendere i fenomeni che ci impastano la vita di tutti i giorni e la caparbia fiducia nel futuro dell'umanità possono permetterci di mettere le briglie alle nostre ansie. Non regaliamole, insieme ai nostri sogni, ai ladri della notte.







