Libano: ricchezza e fatica della convivenza
Anna Pozzi, nata a Lecco, laureata in Filosofia, ha lavorato per un anno e mezzo come caporedattrice de L’Effort camerounais, giornale della Conferenza episcopale del Camerun, per il mensile Popoli. per l’agenzia Africanews. Ora è redattrice di Mondo e missione. È assistente presso la cattedra di Teoria e tecnica delle comunicazioni di massa dell’Università Cattolica di Brescia. È autrice, tra l’altro di: Made in Africa (Ed. Monti, Saronno, maggio 2000) e Shikò, una bambina di strada (Sperling & Kupfer 2006).
[Libano:] È uno dei Paesi dalla storia più complessa e travagliata, segnata da guerre e conflitti interni. Ancora oggi è una delle terre più instabili e a rischio di crisi. Eppure il Libano è anche un modello unico in Medio Oriente di libertà, dialogo e convivenza tra culture e religioni diverse.
Un «Paese-messaggio», lo aveva definito Giovanni Paolo II: messaggio di convivialità e rispetto.
In questo minuscolo Paese, in effetti, convivono ben diciotto confessioni religiose, dodici cristiane e sei musulmane. Pacificamente o quasi. L’intreccio fra religione e politica, che fa del Libano una Repubblica «confessionale» davvero sui generis, ha contribuito spesso a creare situazioni di tensione, se non di aperto conflitto. Come è successo durante i quindici anni della guerra civile (1975-1990), ma anche in tempi più recenti.
E come testimoniano i tragici fatti di cronaca degli ultimi mesi. Eppure, in questo contesto di difficoltà e sofferenza le Chiese cristiane libanesi hanno dato e continuano a dare una testimonianza forte di fedeltà a questa terra. «La nostra presenza qui, come cristiani, vuole essere testimonianza dell’amore di Cristo nel rispetto delle differenze», ripetono molti leader religiosi locali. «Ma abbiamo bisogno della vicinanza e del sostegno dei nostri fratelli d’Occidente, che devono capire che se i cristiani del Libano soffrono, sono tutti i cristiani del Medio Oriente a soffrire».
A questo appello ha risposto la Chiesa italiana, e in particolare la Fondazione Missio-Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese, che ha avviato un percorso di informazione e sensibilizzazione, della durata di due anni, sulla situazione dei cristiani in Medio Oriente, con particolare riferimento al Libano. Compagne di strada saranno anche tutte le riviste della Federazione stampa missionaria italiana (Fesmi), che con questo dossier e altri articoli futuri si propongono di tenere viva l’attenzione su questa terra così cruciale per tutta l’area mediorientale.







