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CAMBIARE IL CODICE PER RIFORMARE LA CHIESA

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La recente enfasi sulla sinodalità quale principio di governo della Chiesa ha portato di nuovo al centro dell’attenzione il tema della riformabilità del diritto canonico. Questo argomento sembra sempre essere riservato agli addetti ai lavori; la Chiesa sembra essere un posto adatto ai teologi, che troppe volte sottovalutano l’importanza delle regole.  Quando nel 1959 papa Giovanni XXIII annunciò a sorpresa la convocazione del Concilio, segnalò pure la necessità di riformare il Codice di diritto canonico, che a pensarci bene non era poi così vecchio, specialmente se pensiamo ai tempi lunghi della Chiesa. E così fu. Il Codice del 1917 è stato soppiantato da quello latino del 1983 e quello orientale del 1990. Entrambi presentano pregi e difetti, e a distanza di altri 40 anni sembra arr…

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