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L’EUCARISTIA DOMANI / INCULTURAZIONE E INCLUSIVITÀ DELLA LITURGIA

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“Afasia di alcune liturgie”, “scarsa cura delle celebrazioni”, “liturgie smorte o ridotte a spettacolo”, “urgente un aggiornamento linguistico e gestuale”: sono alcune delle valutazioni sulla liturgia che si trovano nella Sintesi nazionale della Cei sulla consultazione preparatoria per il Sinodo dei vescovi. 

Il problema delle chiese che si svuotano è frutto sicuramente di varie concause. La crisi della liturgia ne è sicuramente una delle principali. Il volume L’eucarestia domani. Inculturazione e inclusività della liturgia interviene sul tema con una riflessione, non specialistica, che si qualifica interessante per le posizioni espresse e per il curriculum dell’autore: Paolo Cugini, presbitero e teologo di Reggio Emilia, missionario fidei donum in Brasile. 

Il volume nasce all’interno dell’esperienza pastorale in quattro parrocchie della Romagna. La prima parte, frutto di riflessioni a sfondo spirituale, invita ad un “percorso di disvelamento, un cammino di riscoperta” di ciò che “per troppo tempo è stato sequestrato da riti religiosi”. 

Il precetto ha separato la celebrazione eucaristica dalla comunità per farne un adempimento individuale, perciò Cugini propone preliminarmente una sorta di rieducazione del nostro sentire religioso a partire dal saper cogliere il mistero della presenza di Dio nella storia attraverso l’attenzione al “tempo presente” interpretato alla luce della Parola di Dio. Un disvelarsi che è aiutato dal contatto con il magistero della Chiesa, con la comunità e con i poveri e dal mettersi in cammino con loro. 

È così che il “Fate questo in memoria di me” assumerà il significato esistenziale di imitare l’esempio di Gesù per fare della nostra vita “un dono gratuito”, un impegno di “liberazione per i fratelli che incontreremo nel nostro cammino” (pp. 61-71). Liberata la liturgia dal ritualismo potremo cantare, come nelle Comunità ecclesiali di base in Brasile: “Fare la comunione è diventare pericolosi” (p. 93). 

L’eucarestia, per assumere un significato autentico, “deve sapere un po’ di strada”, deve mescolarsi con la storia che cambia continuamente il mondo e più che racchiudere il Mistero nei gesti di un rito deve cambiare il modo di comunicarlo. Se la liturgia è “fonte e culmine” vuol dire che la Chiesa “non ha nulla di più alto da offrire ai fedeli” e chi vi partecipa deve comprendere cosa significa oggi il mistero Gesù Cristo, che essa celebra.

È nella seconda parte che incontriamo le indicazioni sui cambiamenti necessari. Dopo un breve excursus storico per evidenziare come sia avvenuta la cristallizzazione della liturgia, Cugini si esprime per una liturgia inculturata e inclusiva, centrata sulla comunità (sulle piccole comunità), che possa rispondere “al nuovo contesto post-cristiano” (pp. 159ss).

Non si tratta di “improvvisazioni creative”, piuttosto di una serie di interventi organici, perché nonostante le indicazioni del Concilio, l’attenzione è ancora troppo rivolta alle rubriche, “lasciando in secondo piano la partecipazione attiva del Popolo di Dio”.

Accoglienza, atto penitenziale, preghiera dei fedeli, offertorio, sono passaggi sui quali si dovrebbe concentrare il lavoro con le équipe liturgiche per valorizzare il vissuto concreto delle comunità. Ma Cugini auspica anche che i laici possano tenere l’omelia, che il Messale possa essere considerato un canovaccio per consentire adattamenti alla realtà della comunità celebrante, che le vesti liturgiche superino il retaggio dell’inculturazione avvenuta in secoli lontani. 

Vi è poi l’esigenza di adeguare il linguaggio: Dio è onnipotente o misericordioso? E la morte di Gesù è per sacrificio o per dono? Concetti che hanno importanti conseguenze spirituali e pastorali, ad esempio sul tema del peccato e sulla celebrazione penitenziale, per la quale l’autore si esprime per l’assoluzione comunitaria, tra l’altro già prevista.   

In definitiva, non vi può essere un unico modo di celebrare, questo deve rivelare “il pensiero, la teologia, la spiritualità del celebrante” e della comunità.



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