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Mio Dio, perdonami di questo lungo silenzio, di questa lunga assenza. C’è  stato bisogno di un editore che mi obbligasse a farlo perché mi decidessi a scriverti una lettera. E tuttavia, tu, mio Dio, ne sei testimone, non ho mai cessato di riconoscermi nella tua presenza fin dall’infanzia, quando recitavo le mie prime preghiere. Se non ho mai avuto l’idea di scriverti una lettera è per una ragione molto semplice: quando si è insieme non ci si scrive, ci si parla. Ogni giorno, durante tutti questi anni, noi non abbiamo mai smesso di parlarci. Ma sei tu, il più delle volte, che cominci la conversazione. Perché io mi lascio prendere da mille cose da fare. E tuttavia queste cose le voglio fare per te. Credevo che, lavorando per te, non avessi bisogno di mettere da parte un tempo per parl…

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