DA TUNISI - L’autore ci manda questa piccola “storia” per il puro piacere di raccontarla. E spiega: “Riguardo al rapporto islamo-cristiano, sono sempre più interessato ad avvicinarmi ai ‘piccoli’ per viverlo”.
Tra i “piccoli”, i bisogni della vita e il piacere di ritrovarsi (di riconoscersi), li aiutano a sbarazzarsi senza fatica delle differenze.
Così Felice Pinna se n’è andato senza scomodare nessuno. Quasi senza volto e senza nome come a volte succede a qualcuno dei membri della comunità italiana a Tunisi.
Assistevano alla messa “da requiem” due tunisini (musulmani) e tre o quattro suore francesi. Nessun altro. Lo scavo sommario e superficiale della fossa in cimitero era una prova in più, se ce ne fosse stato bisogno, che Felice Pinna di Kelibia era uno dei tanti che nascono e…
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