LA PRIORITÀ È SALVARE I “SOGGETTI FRAGILI”
Nel corso della pandemia si sono sentite e lette espressioni del tipo: “Quei poveretti che prendono la polmonite, stavano male, sarebbero stati male comunque anche senza coronavirus…”; “E se avessimo lasciato al Covid-19 di fare il suo corso, eliminando i più deboli e tenendo in vita i più robusti e adatti”; “Anziani non indispensabili allo sforzo produttivo del paese”. Il non detto è che questa pandemia andrebbe trattata come una banale influenza, scontando il fatto che un certo numero di “soggetti fragili”, soprattutto anziani, muoia un po’ prima del tempo.
LA STORIA VERGOGNOSA DELL’EUGENISMO
Non si può non intravedere in controluce, in queste prese di posizione, una sorta di riflesso condizionato di una cultura “scientifica” che ha dominato per buona parte del secolo scorso can…
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