In questa intervista, padre Gianni Abeni, missionario saveriano originario di Brescia, racconta la sua esperienza nello studentato teologico di Yaoundé e ci offre una visione panoramica delle sfide della missione della chiesa in Camerun.
Quando è arrivato in Camerun? Dopo l’espulsione dal Burundi negli anni 1980-81. L’allora vescovo di Douala fece presente ai saveriani i bisogni della periferia e i nostri superiori decisero di inviare là alcuni di noi. Douala, nel sud del Camerun, era allora una città di 700/800mila abitanti. Oggi ne conta più di 5 milioni. Non è stato facile abituarsi al clima, ma è stato bello ed entusiasmante avviare la nuova missione. La nostra attività si è basata sulle Cev (Communautés ecclésiales vivantes), animate…
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