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La guerra oltre la guerra, Geopolitica della pace

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Guerra Oltre Guerra LibroLa Fondazione Venezia per la ricerca sulla pace, attraverso il suo “Progetto Iride”, ha pubblicato anche quest’anno, giungendo al significativo traguardo di un decennio, l’“Annuario geopolitico della pace”.

La Fondazione Venezia è un’Onlus nata nel 1997 e voluta da: Regione del Veneto, Provincia e Comune di Venezia, Fondazione Cini, Società Europea di Cultura, Società letteraria di Verona, Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti. Tra i soci figurano alcune istituzioni della cultura religiosa come il Centro Studi Maytreya (buddhista), la Chiesa Luterana ed il Centro Don Germano Pattaro di studi teologici e, recentemente, le Università di Venezia e di Padova e la Fondazione Querini Stampalia.

L’Annuario presenta anche in questa edizione una struttura, ormai sperimentata, che organizza i contributi attorno a tre grandi sezioni: “Cronologie”, “Geografie”, “Questioni”; poi la più recente “Pagine arcobaleno”.

Cronologie offre un duplice diario del 2010: dove e cosa hanno fatto il Movimento per la pace e i pacifisti (a cura di L. Kocci); i fatti salienti di un anno, che abbiano attinenza con pace/guerra, diritti, sviluppo nei vari paesi del mondo (a cura di L. Venturelli).

Geografie raccoglie l’analisi di situazioni che via via diventano rilevanti nei vari continenti. Questa volta l’attenzione ha riguardato il Corno d’Africa, la Nigeria teatro di tattiche militari cinesi e americane, El Salvador, il Chiapas (Messico), la Repubblica Dominicana, le due Coree, la Giordania, la Palestina e Israele. L’Europa è presente con casi di obiezione di coscienza al servizio militare: un soldato inglese in Afghanistan e alcuni casi in Turchia.

In Questioni si affrontano temi trasversali come il commercio delle armi, la questione dell’acqua, le religioni, l’incubo nucleare, i cinquant’anni della marcia della pace Perugia-Assisi. Infine, le Pagine arcobaleno presentano le contaminazioni che il tema pace opera nei linguaggi dell’arte (musica, letteratura, grafica). Il pluralismo dei punti di vista è la cifra costante dell’Annuario, ciò vuol dire avere anche una bella varietà di firme; tra queste segnaliamo: B. Alamanni De Carrillio (El Salvador), A. Al Sabaileh (Giordania), A. Baracca, G. Beretta, N. Capovilla, G. Codrignani, L. De Magistris, S. El Qarra (Giordania), L. Guerzoni, R. La Valle, F. Mini, B. Salvarani, N. Schoenberg Nono, M. Schulz., G. Toniolo, M. Valpiana.

Un titolo provocatorio ci offre la sintesi dei contributi del volume 2010: “Prede e predatori. La guerra oltre la guerra”. La guerra come condizione continua, si potrebbe dire stabile, dove emerge sempre più quanto previsto negli anni ’60/’70, con troppo anticipo, cioè la guerra tra poveri e ricchi per le risorse. Può essere l’acqua come le terre coltivabili. Una guerra tra “prede e predatori”. È questa la provocazione lanciata da Benzoni con l’interrogativo “Siamo in guerra. Nella terza guerra mondiale?” (pp. 266- 278) alla quale hanno risposto sette firme autorevoli, tra queste quella del generale Fabio Mini.

Scrive Mini: “Non è un’esagerazione dire che siamo in guerra: lo siamo sempre stati e da almeno quattro secoli l’abbiamo talmente istituzionalizzata che è diventata una componente fondamentale della comunità degli Stati. È diventata talmente pregnante che il tempo di guerra (quando si combatte, si distrugge e si muore) s’interrompe soltanto per lasciare spazio al tempo della guerra, quando essa occupa tutta la politica e pervade la mente e la stessa vita quotidiana di ciascuno.

E allora ci si arma, si bruciano risorse e si perseguono fini di aggressione, prevaricazione e profitto ai danni altrui” (p. 273).

Nel suo complesso l’Annuario non ci offre una lettura sistematica di quanto avvenuto nei trecentosessantacinque giorni ormai passati, ma una serie di zoom su temi, paesi e questioni che animano immediatamente la nostra memoria, sempre troppo corta, restituendoci il quadro complessivo nel quale la pace e la guerra si contendono continuamente il campo. In questo consiste anche l’originalità, che toglie la pubblicazione dal naturale destino di un’opera di consultazione, gli scaffali delle biblioteche, per farne un volume che si può leggere con interesse e non solo consultare.

 



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